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Ferrara. C’è l’anima di un grande della musica italiana nel festival di strada Buskers che fino al 26 agosto invade la città estense, quella di Lucio Dalla e un incontro casuale con l’artefice del festival Stefano Bottini.

Una bella storia dell’incontro con Lucio nel lontano 1987 nell’officina  di Stefano, mentre stava meditando sull’idea del festival, dopo un increscioso avvenimento dello stesso anno: due musicisti, con chitarra e batteria, allontanati dai Vigili Urbani. Stefano Bottoni decise quindi che sarebbe potuta esistere una città, o almeno un periodo, in cui si potesse suonare per strada: la sua Ferrara.

Così nasceva il Ferrara Buskers Festival, la rassegna internazionale della musica di strada tra le più famose d’Europa, che vide un paio di anni dopo il grande artista bolognese suonare il clarinetto assieme a Jimmy Villotti, in una piazzetta ferrarese, mimetizzato tra gli altri buskers invitati.

Da trent’anni la musica del mondo suonata on the road arriva a Ferrara nel cuore dell’estate, la città accoglie artisti da tutto il mondo che invaderanno le piazze e vie del centro storico negli ultimi giorni d’agosto. Oggi il festival conta tantissimi emulatori ma resta invariato lo spirito iniziale, nato da un uomo nella sua officina.

Negli anni il festival ha raggiunto risultati insperati dando peraltro un forte impulso alla economia della città, sempre più centrata sul turismo culturale. La manifestazione, in virtù del suo successo, diventa un modello da imitare contribuendo, in maniera determinante, a far nascere un vero e proprio settore, quello dell’arte di strada italiana, che conta oggi più di 200 iniziative.

Per i tantissimi spettatori, provenienti da tutta Italia e, in misura significativa, anche dall’estero, il Festival è un entusiasmante giro intorno al mondo alla ricerca di sonorità familiari ed esotiche, è un’appassionante caccia al tesoro per scoprire gli strumenti più originali, le performance più fantasiose, i costumi più appariscenti. Ed è, soprattutto, un’infinita festa mobile, che si muove in mille direzioni, capace di riservare sorprese ad ogni angolo: un fiume di allegria, di suggestioni, di stupore, che invade strade e piazze di uno dei centri storici più belli d’Italia.

Coma da tradizione la città ospite d’onore che alla 31° edizione del Ferrara Buskers Festival è quest’anno Dublino.  Il cambio di passo, tra nazione e citta ospite, nasce per diversi motivi, primo portare una forma di naturale e indispensabile rinnovamento artistico e culturale nella manifestazione, e in secondo luogo in virtù della tipologia del festival, nato a Ferrara, dare un tangibile riconoscimento internazionale alle tante e diverse città nel mondo che per tradizione riconoscono e valorizzano nelle strade e piazze il valore culturale, urbano e sociale del Musicista di Strada.

E dopo la dedica a New York, ecco quest’anno la capitale d’Irlanda Dublino, con il suo carico culturale e musicale e che si ritrova nel famoso lungometraggio di Alan Parker The Commitments, dove la figura del buskers viene evidenziata e rappresentata nelle strade di Grafton Street.

Novità di quest’anno, per festeggiare i 30 anni dalla nascita del festival (1988 -2018) parte il gemellaggio d’onore tra una piazza di Ferrara e il più rappresentativo luogo urbano della città ospite, e per il 2018 saranno Piazza Trento Trieste e il quartiere Temple Bar.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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