Ferrara. “Silenzio in sala, anzi in casa, è tempo di musica” Il  protrarsi delle chiusure dei teatri causa virus non fa fermare comunque la musica, in arrivo “Ferrara Musica a casa vostra, il cartellone che l’associazione concertistica ferrarese promuove tra aprile e maggio, sul canale YouTube di Ferrara Musica.

Prenderà il via pertanto giovedì 15 aprile con il concerto del clavicembalista Francesco Cera, preceduto da una lectio magistralis di Vittorio Sgarbi. L’evento verrà registrato alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti e mandato in streaming alle 20.30.

Cera, tra i più rinomati interpreti italiani di musica antica, eseguirà un programma totalmente dedicato alla musica di Girolamo Frescobaldi, compositore ferrarese tra i maggiori del XVII secolo, intitolato “L’ispirazione della musica estense”: un viaggio affascinante tra toccate, partite, canzoni e arie scritte sia nel periodo ferrarese che in quello romano.

Prima dell’inizio del concerto Vittorio Sgarbi terrà una lectio magistralis sull’arte ferrarese e italiana al tempo di Frescobaldi, intitolata “Estasi barocche”.

Il 29 aprile l’Ensemble Odhecaton sarà protagonista del focus dedicato a Josquin Desprez nel 500° anniversario della morte. A chiudere la rassegna sarà il concerto di Lauter Project, che verrà filmato alla fine di aprile al Teatro “Claudio Abbado” e sarà visibile in streaming a partire da giovedì 6 maggio alle 20.30: protagonisti saranno i violinisti Alexandra Conunova e Nicola Bruzzo, il violista William Coleman, il violoncellista Enrico Bronzi e il pianista Gabriele Carcano, che proporranno al pubblico un programma musicale incentrato su Robert Schumann.

La prima stagione digitale di Ferrara Musica mescola la tipologia degli eventi, affiancando ai concerti anche guide all’ascolto, lezioni magistrali e video di approfondimento. I tre concerti programmati, che saranno trasmessi sul canale YouTube di Ferrara Musica, hanno una particolare valenza simbolica: si collegano infatti ad alcuni fili rossi della programmazione artistica, come il riallacciarsi al periodo rinascimentale, cuore identitario della cultura estense, anche portando i concerti nei magnifici palazzi dell’epoca in cui vissero i compositori di cui vengono proposte le partiture; e la volontà di costruire con pazienza e determinazione il pubblico di domani, continuando a lavorare con le scuole.

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