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Ferrara. La respiri a pieni polmoni la folata di energia culturale appena entri nello spazio teatrale di Ferrara Off, confinato sulle mura della città estense ma da alcuni anni cuore di sperimentazione artistica per Ferrara.

Complici le sedie colorate, una diversa dall’altra che i cittadini di Ferrara hanno donato ai ragazzi che con tenacia hanno dato vita al polo di cultura Ferrara Off. Un primo gesto d’affetto che in pochissimi anni, dal 2011, ha trasformato un non luogo abbandonato alla “periferia” in un progetto in continuo divenire di teatro, arte e cultura.

Gli spazi esterni di Ferrara Off
Gli spazi esterni di Ferrara Off

Un progetto immateriale che si arricchisce giorno dopo giorno di idee, stimoli, proposte. Un progetto reale, fatto di muri, di porte e di cemento, che, dal novembre scorso, grazie al sostegno di Cassa Padana, ha allargato la proposta culturale con l’apertura dello “spazio bianco” adiacente alla sala teatrale. Un ulteriore luogo che potrà duplicare le attività e ospitare iniziative di diversa natura.

Ferrara Off è uno spazio teatrale e culturale situato sulle mura di Ferrara e precisamente sul così detto baluardo del Montagnone. Un gruppo di fabbricati in mattoni che furono magazzini, poi dismessi, divennero luogo di occupazione di un centro sociale. Sino al completo abbandono e al degrado.

Nel 2011 un gruppo di ferraresi, con importanti esperienze nell’ambito teatrale alle spalle, in accordo con l’amministrazione comunale, hanno dato vita all’associazione Ferrara Off, con l’intento di ricreare negli ex magazzini uno spazio che fosse sede di una proposta teatrale e una bottega di idee.

Il teatro è stato realizzato rigenerando uno spazio dei vecchi magazzini, con una metamorfosi che ha trasformato nel 2013 un antro dismesso in un vero e proprio teatro, con un palcoscenico pronto ad accogliere rassegne teatrali di grande spessore artistico. Niente di più pertinente, per un luogo che mira a diventare un punto di riferimento per la città, un centro di aggregazione, un baluardo, appunto, a difesa della cultura.

Ferrara Off è un progetto. Ferrara Off è il nome dell’associazione culturale che è custode degli spazi, dati in concessione dal Comune di Ferrara. Dal 2014 è guidata da un direttivo di persone provenienti da esperienze diverse, che hanno scelto di unire le proprie professionalità al servizio di una visione condivisa.

ferrara off teatro

Oggi, forte di 1400 soci, Ferrara Off è uno spazio dove i cittadini possono fruire quotidianamente delle innumerevoli proposte che ruotano attorno all’arte ed essere partecipi del divenire dell’associazione e del luogo che funge da bottega della cultura.

Da qui l’esigenza di allargare lo spazio che, oltre al teatro oramai padrone di una sua connotazione consolidata con un ricco programma, offrisse alla città un altro luogo dove concretizzare le idee e i progetti.

Cassa Padana, banca sempre attenta allo sviluppo culturale dei territori nei quali opera, sta sostenendo la messa in funzione dello “spazio bianco”. Una nuova sala dove troveranno spazio laboratori d’arte, danza, pittura e molto altro.

Uno spazio che possa ospitare mostre o convegni, un altro importante tassello in completa sinergia con la città. Uno spazio dove gli spettatori divengano attori e parte attiva nel processo produttivo e creativo, per indurre nuovi stimoli perché divenga un polo ricettivo specialmente rivolto ai giovani.

 Ognuno la sua sedia....a Ferrara Off
Ognuno la sua sedia….a Ferrara Off

Una sorta di “bottega” teatrale, artigiana artistica e culturale a cui si possa accostarsi con semplicità nel quotidiano. Ad oggi in fase di completamento per renderlo fruibile nelle diverse stagioni, lo spazio bianco, ha già uno propria vita: come atelier artistico, eventi e sala espositiva per mostre d’arte.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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