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Ferrara – Informazione e attualità, economia e letteratura, fumetti e fotografia. Eppoi 240 ospiti, 31 Paesi, 60 testate giornalistiche e 120 incontri: dal 29 settembre al 1° ottobre undicesima edizione di “Internazionale a Ferrara”, una delle iniziative più significative del panorama culturale italiano.

Questa edizione si prepara a numeri ancora una volta in crescita. Quando Internazionale iniò la sua avventura, nel 2007, le presenze futorno 32mila, lievitate a 45mila l’anno dopo, 66mila nel 2012, 71mila l’anno scorso.

La tre giorni vedrà a Ferrara le rappresentanze di 4 continenti, 40 paesi, 40 testate giornalistiche, 130 incontri, 270 ore di programmazione, 16 workshop, 12 laboratori per bambini e una multitudine di eventi serali.

Tantissimi i temi degli incontri. Dalla crescita dei movimenti xenofobi alla Brexit e la chiusura delle frontiere in Europa, dall’elezione di Trump negli Stati uniti ai nuovi autoritarismi (dalle Filippine alla Turchia, al Venezuela) sintomi delle difficoltà della politica di fronte ai grandi mutamenti sociali.

Serve la giusta distanza per analizzare i fatti e fare informazione in modo corretto; per leggere gli eventi in corso senza paura, immaginando soluzioni rispettose dei diritti umani; per misurare le distanze tra chi sta peggio e chi meglio, individuando modelli economici più inclusivi.

Ecco perché la prospettiva, intesa come lungimiranza e capacità di osservare la realtà da diversi punti di vista, è il vero il filo conduttore di questa undicesima edizione di Internazionale.

Emblematico in questo senso l’incontro conclusivo del festival tra il giornalista statunitense Adam Shatz, lo studioso francese Olivier Roy e lo scrittore indiano Pankaj Mishra, autore del libro The age of anger (L’età della rabbia).

La finestra sul continente americano avrà ospiti illustri a cominciare dall’incontro tra Angela Davis, femminista ed ex militante del partito comunista statunitense, e il deputato John Lewis che nel 1963 organizzò, con Martin Luther King, la marcia su Washington al termine della quale fu pronunciato il celebre discorso “I have a dream”.

Il confine tra Messico e Stati uniti sarà al centro dell’incontro tra la studiosa messicana Alexandra Délano Alonso, Shane Bauer, giornalista d’inchiesta che si è infiltrato nelle prigioni private statunitensi e Óscar Martínez, autore di La bestia, in cui racconta le storie dei migranti che attraversano il centroamerica.

Lo scrittore colombiano Héctor Abad Faciolince analizzerà il complesso processo di pace in corso nel suo paese insieme alle giornaliste Marta Ruiz e Marie-Eve Detoeuf.

Sarà invece affidato al fotografo Oscar B. Castillo il difficile compito di raccontare la grave crisi che sta attraversando il Venezuela.

Africa, Asia, Medioriente
Riflettori puntati sul corno d’Africa e in particolare sull’Eritrea, ex colonia italiana e luogo di provenienza di molti migranti.

L’Eritrea sta diventando uno degli stati più isolati del mondo, tanto da essere definito “Corea del Nord africana”. Ne parleranno lo scrittore Sulaiman Addonia, il sarcedote Mussie Zerai e Meron Estefanos, attivista per i diritti umani e conduttrice della trasmissione radiofonica Voices of eritrean refugees nata per dare supporto ai migranti in pericolo.

Grazie a Medici senza frontiere (Msf) si farà il punto della situazione su Libia, Nigeria e Iraq, con Ghaith Abdul-Ahad del Guardian. Sarà presente anche lo scrittore siriano Khaled Khalifa, impegnato dal 2011 nel movimento pacifico di opposizione al regime di al Assad.

Negli incontri sul continente asiatico si guarderà al futuro della Corea del Sud con lo scrittore Kim Young-ha, il sociologo Chang Kyung-Sup e Anna Fiefield, corrispondente del Washington Post.

Lo scrittore anglomalese Tash Aw sarà intervistato da Goffredo Fofi, mentre lo scrittore indiano Amitav Ghosh presenterà il suo ultimo lavoro, La grande cecità, sull’incapacità della letteratura di denunciare le conseguenze del cambiamento climatico.

In un momento in cui i nazionalismi sembrano mettere in pericolo l’integrazione europea, qual è il ruolo della cultura nel promuovere il progetto di unificazione? È arrivato il momento di mettere fine alle politiche di austerity e pensare a un welfare europeo? Sono alcune delle domande a cui si cercherà una risposta con gli eventi realizzati in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Una riflessione sulla Brexit sarà affidata ai giornalisti britannici John Foot e David Randall. In collaborazione con la Fondazione Unipolis, Ilvo Diamanti e Romano Prodi discuteranno della situazione dei giovani in Italia e in Europa tra mancanza di lavoro e sfiducia nella politica e nel progetto europeo.

Con Msf si parlerà delle attività di ricerca e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, che negli ultimi mesi sono finite nel mirino di alcune forze politiche italiane.

Come ripartire dalla terra per aiutare noi stessi e il pianeta sarà il tema di un incontro organizzato da Alce Nero per raccontare nuovi esempi di resilienza.Cosa è cambiato dopo la Carta di Milano? Si può prevedere un “cibo di cittadinanza”? Queste le domande al centro dell’evento organizzato da Cir Food.

Con il supporto di Arci Nazionale, anche quest’anno sarà assegnato il premio Anna Politkovskaja per il giornalismo d’inchiesta. Il vincitore della nona edizione è il giornalista turco Can Dündar, che si è distinto per le inchieste sul coinvolgimento diretto del suo paese nella questione siriana e che parlerà anche a nome degli oltre 150 giornalisti incarcerati solo nell’ultimo anno in Turchia.

L’economista ed ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis e Lorenzo Marsili saranno intervistati sul futuro dell’Europa, stretta tra il fallimento delle classi politiche tradizionali e l’affermarsi dei nazionalismi xenofobi.

Grazie alla collaborazione con il Global progressive Forum ci sarà anche il socialista belga Paul Magnette, ministro-presidente della Vallonia che a ottobre 2016 si oppose alla firma del Ceta (Accordo economico e commerciale globale) sul libero scambio tra Canada e Unione europea.

Di come la grande finanza minaccia i diritti umani discuteranno, nell’evento realizzato con Banca Etica, gli economisti Andrea Baranes e Barbara Happe insieme a Jesse Eisinger di ProPublica. Mentre, in collaborazione con Bonifiche Ferraresi un incontro sulle startup innovative per l’agricoltura sostenibile.

Dopo il grande successo della serie di video Lettere dalla vagina, pubblicati sul Guardian e tradotti da Internazionale, saranno a Ferrara le autrici Mona Chalabi e Mae Ryan con la fumettista svedese Liv Strömquist.

Come sono cambiate la vita privata e la sfera sessuale delle società mediorientali dopo la stagione delle rivolte arabe sarà invece il tema su cui si confronteranno la giornalista Shereen El Feki, lo scrittore libanese Saleem Haddad e i registi egiziani Nada Riyadh e Aymman El Amir.

Le scrittrici britanniche Juliet Jacques e Lisa Williamson, insieme all’attivista Porpora Marcasciano, parleranno dei diritti delle persone transgender. Mentre Jayati Ghosh, economista indiana, Linda Laura Sabbadini, Giulia Zacchia e Roberta Carlini discuteranno dei costi della disparità di genere nell’evento in collaborazione con Fondazione Unipolis.

Ampio spazio al fumetto per raccontare il mondo di oggi. Il graphic novelist canadese Guy Delisle, autore di Fuggire, sulla lunga prigionia in Cecenia di un collaboratore di Msf e, dialogherà con l’autore di fumetti italiano Zerocalcare.

Come hanno visto gli altri paesi il nostro recente passato? Quest’anno l’appuntamento “Visti dagli altri” è fotografico: Michael Braun e tre fotografi del collettivo Oneshot Photography analizzeranno gli ultimi anni di vita politica italiana raccontata per immagini.

La musica sarà protagonista nell’incontro tra Jace Clayton (DJ /rupture) e Populous, alias Andrea Mangia, che si chiederanno se l’era della world music sia finita. Paolo Cognetti, premio Strega 2017, il cantautore Vasco Brondi e Daria Bignardi rifletteranno su letteratura, musica, viaggio e ricerca di sé in un incontro in collaborazione con Montura.

Ci sarà anche musica da ballare con il dj set di Vasco Brondi, Populous ed Enrico Molteni dei Tre allegri ragazzi morti e con il concerto, in collaborazione con Msf, di Roy Paci & Aretuska.

Come ogni anno, il festival sarà anche l’occasione per riflettere sul mondo dell’informazione. Di fake news, come si diffondono e come combatterle, parleranno i giornalisti Gabriela Jacomella e Federico Taddia, insieme agli studenti dei licei ferraresi.

Sempre agli studenti e al loro punto di vista su lavoro, integrazione e attualità sarà dedicato l’incontro “Quello che (ci) dicono i giovani” curato dall’Università Luiss Guido Carli.

Il futuro dell’informazione è veramente online? Cercheranno di rispondere il direttore di Internazionale Giovanni De Mauro e Iris Chyi, docente di nuovi media in Texas e autrice di una ricerca sul modo in cui i giornali statunitensi hanno utilizzato il web tra strategie ingannevoli e fallimenti.

Quest’anno il festival vuole ricordare Tullio De Mauro con un incontro su scuola e democrazia insieme a Franco Lorenzoni, Marco Rossi Doria, Maria Antonietta Marchese e Silvana Loiero.

Tornano l’appuntamento con i grandi documentari inediti di Mondovisioni a cura di CineAgenzia, con il contributo di Poste italiane, e la rassegna di audiodocumentari Mondoascolti a cura di Jonathan Zenti.

Il cinema itinerante Cinemovel porterà al quartiere Giardino i film Mexico! di Michele Rho e La rivoluzione in onda di Alberto Castiglione.

Anche i bambini potranno vivere l’atmosfera del festival con i laboratori di fotografia, lettura e disegno in collaborazione con la cooperativa Le Pagine e Coop Alleanza 3.0.

Torna a Ferrara anche il World Press Photo, il più importante premio fotogiornalistico del mondo, con una mostra ospitata dal Padiglione di arte contemporanea di Parco Massari. Infine la Piccola Orchestra Lumiere si esibirà in piazza Municipale, in un concerto in collaborazione con Montura e Antiruggine.

Prosegue l’impegno di Internazionale e della città di Ferrara per aprire il festival a più persone possibili. Alcuni incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (lis). Internazionale a Ferrara è un festival accessibile a tutti, senza barriere architettoniche.

 

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