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Ferrara, Il Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni è tornato nella chiesa del Gesù, dopo essere stato tra le opere più impressionanti della fortunata mostra Maddalena, il mistero e l’immagine ai Musei di San Domenico di Forlì. Si è trattata di una prima volta: da che se ne hanno ricordi, il gruppo di statue in terracotta policroma non era mai uscito da Ferrara.

E’ nuovamente visitabile nella chiesa del Gesù di via Borgo dei Leoni il martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12 e il venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18, il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 e la domenica (9-12). La chiesa è chiusa il lunedì.

A Forlì il Compianto sul Cristo morto, visto da oltre 40mila visitatori, è stato in esposizione dal 27 marzo al 10 luglio ed era tra le 200 opere selezionate dai curatori Cristina Acidini, Fernando Mazzocca e Paola Refice per il lungo viaggio nella storia e nell’iconografia di uno dei personaggi più raffigurati, venerati, discussi e misteriosi degli ultimi duemila anni.

Presenti in esposizione anche due opere del Garofalo (1520-25 circa) e di Scarsellino (1610 circa), entrambe della Pinacoteca Nazionale di Ferrara.

Centrale, nella sezione della mostra che raccontava il dramma della Maddalena, è stato proprio il Compianto ferrarese di Guido Mazzoni (concepito prima del 1485), in mostra a Forlì confrontato con una copia seicentesca, dipinta da Francesco Carboni, della perduta Crocifissione di Ercole de’ Roberti.

L’urlo muto e il pianto ininterrotto delle statue presenti, simbolo dell’umana rivolta contro la morte, hanno rapito gli sguardi dei visitatori. A descrizione del percorso espositivo è stato riportato un passaggio dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani, che ne Il giardino dei Finzi-Contini, nel contesto della tragedia ebraica narrata, ricorda: “La Chiesa appariva deserta (…). La mia attenzione era stata subito attratta da una specie di strano assembramento di persone immobili e silenziose (…). Chi erano? Come avevo potuto rendermi conto non appena ero arrivato a distanza sufficiente, non si trattava di persone vive, bensì statue (…). Guardavo anche adesso la scena atrocissima: il corpo livido e misero del Cristo morto, disteso sulla nuda terra, con attorno, impietriti in muti gesti, in mute smorfie, in lacrime che non avrebbero mai avuto né termine né sfogo di grida, i parenti e gli amici accorsi”.

Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Ferrara Arte, già intervenuto sulla presenza in mostra dei ‘Pianzun dla Rosa’ lo scorso aprile in occasione di Sacro Vivaldi al Teatro Comunale, ribadisce: “Ferrara deve tenere al suo patrimonio artistico, deve farlo conoscere, deve aprire le porte della bella chiesa del Gesù, per far sentire il dolore e le lacrime delle Marie, di San Giovanni e della Maddalena davanti al corpo morto dell’Uomo vivo, che dopo la disperazione del Compianto, risorgerà”.

“Siamo felicissimi di accogliere il ‘ritorno a casa’ di un’opera apprezzatissima che ha dato un contributo, storico e artistico, di altissimo livello alla mostra dedicata alla Maddalena, a Forlì – dice l’assessore Marco Gulinelli -. L’arte ferrarese incanta il mondo e riporta alla sua origine, il prestito di opere è così un’operazione di valorizzazione oltre-Mura di vasta portata. Grazie all’Arcidiocesi e alla chiesa del Gesù per aver concesso questo capolavoro che ha raccontato, anche a Forlì, la nostra città e il Quattrocento”.

L’assessore alla Cultura visitò, proprio ai musei di San Domenico di Forlì, la mostra Maddalena, il mistero e l’immagine, ritrovando anche le altre opere ferraresi in esposizione.