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Collebeato, Brescia. Protagonista della sagra annuale organizzata dalla Pro Loco Collebeato, e in qualche modo anche della storia del paese, è il frutto della pesca che ha assunto nel corso degli anni l’indiscusso ruolo di simbolo per eccellenza.

La 36ª edizione della Festa dei Pérsech, un appuntamento ormai di rito che anche quest’anno, per celebrare il legame tra il territorio collebeatese ed il suo frutto simbolo, propone un calendario ricchissimo di appuntamenti da venerdì 12 luglio a domenica 21 luglio.
Una settimana intera con incontri e degustazioni, concerti e spettacoli di vario genere, dj-set e stand gastronomici, aperti tutte le sere.

Non mancheranno “I pèrsech de Cobiàt” che per anni sono stati fonte di lavoro e di sostentamento per numerose famiglie collebeatesi, e che, ogni anno, in questa settimana, tornano ad essere al centro della vita del paese, con un’area dedicata. Ricordiamo anche lo spazio “Terra Mia”, che racconta la cultura contadina e poi il mercatino, le feste delle contrade, la birra artigianale, musica per tutte le età e per tutti i gusti.

Inoltre, anche quest’anno, avrà uno spazio notevole la solidarietà ed il delicato, ma di grande importanza, tema della violenza sulle donne. Sarà aperto, infatti, il corner di “Collebeato Solidale” per informare dei progetti in corso, mentre in segno di vicinanza al mondo femminile saranno proposte diverse iniziative con protagoniste le donne tra cui anche un concerto in rosa presso una prestigiosa villa settecentesca.

Era il 1919 quando il cav. Filippo Rovetta aveva dato il via all’importazione di una varietà canadese della pesca, impiantando un pescheto modello subito esteso ad altri appezzamenti e imitato da tutti dando un forte sviluppo all’economia locale grazie ai pregiati Persèch dé Cobiàt.

La coltivazione della pesca ha infatti coinciso per il paese con il periodo di profondo cambiamento economico e sociale; nel giro di pochi decenni la trasformazione agraria, che ha portato ad uno sfruttamento più intensivo e specializzato della terra ed a una commercializzazione dei prodotti, ha aperto la strada anche per il nostro paese ad una agricoltura di mercato, avviandosi così alla modernizzazione rivoluzionando i valori della vecchia civiltà contadina trasformando le terre in moderni vigneti e in pescheti a carattere industriale.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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