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Brescia. Un’occasione preziosa per conoscere, condividere e apprezzare espressioni culturali e linguistiche diverse dalla nostra, la Festa dei Popoli ritorna a colorare il week end del 18 e 19 maggio presso la Parrocchia di Sant’Angela Merici di San Polo a Brescia.

Una quarantina di comunità straniere collaborano alla realizzazione della manifestazione attive nel territorio bresciano, con l’obiettivo di far “vivere la diversità culturale non come un qualcosa che divide e crea barriere nella comunicazione e nella relazione, ma come un’opportunità di arricchimento reciproco e una possibilità di convivenza pacifica”.

La Festa vuole inoltre essere un’occasione di incontro a diversi gruppi di immigrati presenti in città; sensibilizzare le istituzioni, le associazioni e i gruppi sul fenomeno globale dell’immigrazione; sviluppare e mantenere una rete stabile con il mondo delle associazioni e delle istituzioni civili ed ecclesiali che lavorano per i migranti.

La giornata si apre con la Celebrazione della S. Messa animata dalle comunità migranti cattoliche di Brescia. A seguire stand culturali, pic-nic etnico, canti e balli dai diversi paesi. Due giornate che arricchiscono i partecipanti coinvolti nell’armonia allegra che conferma che “si, insieme si può”. In modo particolare da segnalare il momento che si svolgerà sabato 18 maggio nel pomeriggio.

I partecipanti saranno coinvolti in un gioco di ruolo, chiamato OKA, realizzato dalla Coop.va Kemay della Caritas Diocesana di Brescia, attraverso le storie vere di alcuni giovani richiedenti presenti a Brescia. Ci metteremo nei loro panni e sperimenteremo sulla nostra pelle le scelte che loro stessi sono stati chiamati a fare. Sarà un modo originale di riflettere sul tema dell’accoglienza anche da un punto di vista politico e sociale, oltre che religioso.

OKA è in gioco la vita prende le mosse da fatti reali e ispirazione da giochi da tavola, in primis quello dell’oca. In OKA. E’ in gioco la vita le caselle rappresentano le tappe del viaggio dei migranti che raggiungono l’Italia via mare dalla Libia, provenienti da Paesi africani dell’area sub sahariana. Dall’arrivo in Italia in poi si potrebbe compilare un ulteriore gioco dell’oca, geografico, burocratico, giudiziario, del quale qui vi sono solo alcune potenziali tappe.
La storia delle genti che si spostano dal proprio paese di origine sembra condizionata dalla sorte e non da regole certe proprio come in un gioco governato dai dadi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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