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Cremona. Occhi puntati al cielo per scrutare gli abitanti celesti della città: i rondoni, uccelli poco più grandi delle rondini, che si posano solo qui in Europa, di ritorno dall’Africa, per nidificare tra gli anfratti del centro storico. Volano e volano sempre, disegnando acrobazie attorno al Torrazzo; in volo mangiano, dormono, si accoppiano e si posano solo per nidificare e allevare i piccoli. A loro la città dedica il  Festival dei rondoni che si articola in due momenti: un seminario a maggio e un momento di osservazione e avvistamento in giugno.

Il Festival dei rondoni si inserisce nelle azioni realizzate dal circuito di Regione Lombardia AreaParchi, in collaborazione con il Parco Regionale Oglio Sud, l’associazione Monumenti Vivi e l’Ordine degli Architetti di Cremona, che mira alla sensibilizzazione al rispetto della biodiversità nei vari ambienti rurali e cittadini. Utilizzando l’elemento “chiave” del rondone, come specie simbolo della convivenza di alcuni animali nelle città. Il Festival ha come obiettivo principale quello di comunicare a chi risiede in contesti urbanizzati l’esistenza di alcune specie che, nonostante il mutare del paesaggio e delle condizioni di vita, continuano a vivere vicino alle nostre case, nelle nostre piazze, intorno ai nostri monumenti. Da qui la necessità, anche da parte di un pubblico di professionisti del settore, di ampliare lo sguardo portando l’attenzione su quegli elementi che potrebbero consentire la convivenza dell’uomo con questi animali così importanti per la biodiversità.

Perché la tutela dei monumenti è così importante per questi animali? I rondoni trovano rifugio per costruire il nido nelle cavità a forte pendenza, sotto i coppi, nelle buche pontaie, nei drenaggi, perfino nei cassettoni delle tapparelle. Purtroppo una malintesa lotta alla proliferazione dei colombi urbani sta causando la chiusura generalizzata di queste cavità, spesso con gli animali in cova o in allevamento. È possibile adottare misure anti colombo selettive che invece salvaguardano questi incredibili volatori, che a buona ragione, sono da considerare come specie bandiera della biodiversità negli edifici, perché tutelandoli si proteggono anche tante altre specie che usano cavità simili, come il rondone pallido e maggiore, i chirotteri, i gechi e altri piccoli passeriformi insettivori.

Il programma:

Giovedì 12 maggio alle 14,30, seminario nella Sala Conferenze dell’Ordine degli Architetti di Cremona (via Palestro 66, Cremona) e via streaming (link disponibile sul sito dell’Ordine degli Architetti di Cremona) dal titolo Rondoni, rondini, balestrucci & edifici. Il seminario (3 CFP – Crediti di Formazione Professionale per gli architetti) cercherà di descrivere le specie animali a rischio nelle nostre città e le possibili soluzioni, anche da un punto di vista del modo di costruire e ristrutturare le case e gli edifici storici. In questo senso fondamentale è la collaborazione e la partecipazione dell’Ordine degli Architetti e dei numerosi relatori del settore: nel loro complesso costituiscono una pluralità di voci e punti di vista in grado di allargare lo sguardo alla biodiversità e alla sua tutela all’interno dei contesti di vita delle città. Per assistere al convegno in presenza è necessario inviare un’e-mail ad [email protected].

Domenica 12 giugno dalle 16,30 alle 18,30, in vari punti del centro di Cremona, momento di avvistamento della specie dei rondoni. I cittadini, ai quali è consigliato munirsi di binocolo, verranno guidati gratuitamente da alcuni esperti che condurranno all’osservazione e conoscenza delle specie dei rondoni presenti in città, in qualità di simbolo della biodiversità ambientale e come elemento chiave di sensibilizzazione verso il rispetto delle specie che popolano il nostro ambiente di vita. Dettagli sui punti di ritrovo saranno presto comunicati attraverso i media locali e sulla pagina Facebook @parchinaturacremona e Parco Regionale Oglio Sud.

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