Ci voleva una pandemia che ha fatto migliaia di morti e sofferenze nel mondo, mettendo in ginocchio l’economia mondiale e scaraventato nella disoccupazione e nelle povertà migliaia di persone perché il governo cinese si decidesse di abolire macabre usanze culinarie?

È notizia di queste “ore” che finalmente la Cina vieta ufficialmente il consumo di carne di cane e gatto, oltre ad altri animali. La proposta di legge di qualche settimana fa, annunciata dalle autorità locali, è infatti entrata in vigore. Il locale Ministero dell’Agricoltura ha provveduto ad aggiornare l’Elenco delle Risorse Genetiche di Bestiame e Pollame, escludendo definitivamente i quadrupedi domestici dalle specie adatte per il consumo umano.

Ne da notizia GreenStyle, ma già la voce girava da tempo dopo l’effetto partito dal mercato di animali selvatici a Wuhan e ora diventato un’emergenza di salute globale, da mesi i riflettori di tutto il mondo sono puntati sul commercio cinese di animali selvatici vivi. Il gennaio scorso la Cina aveva annunciato di mettere il divieto per il commercio di animali selvatici fino al termine della crisi. A questi, in questi giorni, si è aggiunto il divieto di consumare animali domestici da compagnia, come cane e gatto.

Saranno infuriati gli abitanti di Yulin, una città della Cina meridionale nella provincia di Guamgxi, dove il primo giorno d’estate è l’inizio di  macabro rituale: “il festival della carne di cane”.

Dal 21 giugno ogni anno a Yulin il via ai festeggiamenti, mentre nel resto del Mondo si festeggia l’arrivo del solstizio d’estate, a Yulin andava in scena, sino allo scorso anno “speriamo”, un rituale disgustoso: al “festival” dove il miglio amico dell’uomo finiva in padella per essere servito già cotto agli abitanti della zona che accorrevano per la “festa”.

Un rito cruento, e crudele, che proseguiva inalterato nonostante le manifestazioni di moltissimi attivisti, sparsi per tutta la Cina e in tutto il mondo.

Si legge su GreenStyle: il nuovo elenco esclude finalmente cani e gatti dal gruppo degli esemplari che possono essere macellati a scopo alimentare umano. Il Ministero dell’Agricoltura ha voluto riconoscere ufficialmente questi quadrupedi come animali da compagnia, poiché ormai da secoli addomesticati dall’uomo. Naturalmente, la rinnovata legge renderà illegali gli eventi dove la carne di cane e di gatto risultava protagonista, come il discusso Festival di Yulin.

Così spiega Peter Li, rappresentante di Humane Society International:

“Il festival di Yulin è una manifestazione sanguinosa che non riflette il sentire comune o le abitudini alimentari del popolo cinese ed il suo proseguimento è un insulto al parere espresso dal Ministero dell’Agricoltura. Come osservato dal Ministero, l’atteggiamento verso questi animali è cambiato ed è tempo che i macellai di Yulin posino il coltello una volta per tutte.”

Gli ultimi dati del Ministero della Salute riportano che ad oggi sono: 6.242.974 casi confermati nel mondo dall’inizio dell’epidemia e 378.485 morti, ma è un dato che cresce giorno dopo giorni.

Bisognava, forse, pensarci prima ad abolire rituali abominevoli!

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.