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Colorno (Parma) – Dal 12 al 14 giugno la Reggia Ducale di Colorno ospita il Festival della lentezza, una tre giorni di conferenze, laboratori, presentazioni, spettacoli, stand e racconti per riscoprire legami autentici con la terra, il tempo e la mobilità.

I temi trattati durante il festival sono i più disparati, ce n’è davvero per tutti i gusti, varieranno dal cibo, la terra, il paesaggio e l’agricoltura, fino all’idea di cultura come un bene comune, di sostenibilità e decrescita, di spiritualità, tutti con l’obiettivo comune di accrescere l’idea di restituire tempo utile per prendersi cura della propria persona, della propria storia, delle proprie relazioni come ben descritto nell’Idea poetica del festival: “Nessun compromesso, o scorciatoia. Nessun trucco. Vogliamo fare le cose con calma. Il logo di questo luogo sarà proprio la persona (niente lumache, formiche o tartarughe…), convinti che sia l’uomo per natura ad essere simbolo supremo di lentezza. Esploreremo terre nascoste come la terza età, le diversabilità. Ci accosteremo al cibo e alla terra, al paesaggio e all’agricoltura. Ci occuperemo di cultura come un bene comune. Di sostenibilità e decrescita. Di spiritualità. E della gioia che sfocia dal divertimento. Condiviso. Orizzontale. Democratico. E gratuito. Lo faremo utilizzando attrezzi forse un poco arrugginiti, ma non per questo meno utili o efficaci. Curiosità ed emozioni saranno i nostri mezzi di locomozione. Cammineremo il tempo, non ci faremo raggiungere dall’ottusa smania di arrivare non importa dove. Musica, immagini, parole. Contaminazioni. E arriveremo infine, con un po’ di fortuna, dove dovremmo stare tutti quanti, insieme. Dentro di noi.”

Questa edizione del festival vede la presenza di tre ospiti d’eccezione, si parte venerdì 12 con il concerto di Vinicio Capossela “Requiem per animali immaginari e altre fantasticherie”, sabato 13 è la volta di Ascanio Celestini con i suoi racconti d’estate “Fiabe per adulti che volevano essere bambini cattivi” mentre domenica 14 chiusura della festa con il monologo “La finestra sul porcile” di e con Marco Travaglio. Il noto giornalista e scrittore commenta i principali fatti dell’attualità politica con il suo consueto piglio dissacrante e implacabile.

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