Veleia Romana, Lugagnano Val d’Arda, Piacenza. Torna l’appuntamento estivo con il Teatro Antico nella meravigliosa cornice dell’area archeologica di Veleia, dove si rinnova la dimensione , mutuata dall’esperienza più profonda del teatro greco, del rito civile di una comunità riunita per rivivere, attraverso la scena, i miti che appartengono a un passato collettivo. Dal 14 al 21 luglio un cartellone d’eccezione composto da appuntamenti preziosi ed esclusivi da condividere in un luogo, il foro romano di Veleia, unico.

I miti classici, attraverso la forma del teatro, verranno interrogati da protagonisti della scena artistica e culturale: Umberto Galimberti, Alessandro Baricco, Sergio Rubini, Valeria Solarino, Angelo Branduardi, Lella Costa, ciascuno di loro impegnato in un’appassionata ricerca, seguendo tracce filosofiche, letterarie e musicali.

Il mito platonico dell’amore come desiderio di ricongiunzione che spinge ciascun individuo a cercare la propria metà perduta. Il mito di Palamede, l’eroe greco considerato un genio, inventore della scrittura, degli scacchi e di molto altro, condannato a morte perché denunciato da Odisseo di aver venduto i piani di guerra achei ai troiani e misteriosamente “cancellato” dalla Storia.

Il mito a cui si ispirano e a cui attingono le ballate di Branduardi assiduo frequentatore dei temi della metafisica e dell’ontologia. Il mito dell’esule, oggi attualissimo, che annovera tra le sue fila personaggi come Ulisse ad Enea. Un cartellone d’eccezione composto da appuntamenti preziosi ed esclusivi da condividere in un luogo, il foro romano di Veleia, unico.

Veleia Romana (m.460 s.l.m), nella valle del Chero, antica città il cui nome deriva dalla tribù ligure chiamata Veleiates, fu fondata nel 158 a.C., dopo la definitiva sottomissione dei Liguri a Roma. L’esplorazione di Veleia si deve a Don Filippo di Borbone duca di Parma che nel 1760 avviò una grande impresa di scavo archeologico dove nel 1747 era stato rinvenuto un reperto di straordinaria importanza documentaria: la Tabulaalimentaria traiana, la più grande iscrizione nota su bronzo della storia romana.

Programma:  

Venerdì 14 luglio, ore 21.30 Umberto Galimberti e Sergio Rubini in Tà Erotikà, Le cose dell’amore. L’apertura del festival è affidata al grande filosofo e psicoanalista junghiano Umberto Galimberti che ci guiderà nel territorio misterioso dell’Amore, in una colta e appassionata indagine intorno ai suoi enigmi: desiderio, seduzione, idealizzazione, follia, sacralità, trascendenza, possesso…

Con lui, un’icona del cinema italiano, lo straordinario attore Sergio Rubini leggerà brani dal Simposio di Platone che propone la seducente visione dell’amore capace di liberare la forza demoniaca dell’eros al di là del vincolo dei corpi e degli individui. Ad impreziosire la parola detta, il suono incantatorio dell’arpa di Eleonora Bagarotti. 

Domenica 16 luglio, ore 21.30 Alessandro Baricco in Palamede l’eroe cancellato. Ai tempi della guerra di Troia, Palamede era uno dei più noti eroi greci: guida dell’esercito e inventore. Condannato ingiustamente a morte per una falsa accusa mossa da Ulisse, il grande eroe fu lapidato e il suo nome cancellato dalla memoria. Eschilo, Sofocle ed Euripide lo celebrarono con tragedie che però andarono perdute. Il genio poliedrico di Alessandro Baricco (scrittore, saggista, fondatore della leggendaria Scuola Holden di Torino) ha seguito le tracce letterarie dell’eroe cancellato e lo ha sottratto all’oblio con questo prezioso spettacolo teatrale, che ci fornisce inedite chiavi di lettura del mondo antico e che vede Baricco stesso in scena con la meravigliosa attrice Valeria Solarino.

Mercoledì 19 luglio, ore 21.30 Angelo Branduardi in Antologica Concerto con i brani più amati del cantautore “Io sono il trovatore, vado per terre e città, ora che sono giunto a questa città lasciate che prima di partire io canti”… Giunge a Veleia Angelo Branduardi, aedo contemporaneo che ha saputo rielaborare e rendere attuale nelle sue ballate la musica antica, coniugando geniali contaminazioni pop con una rigorosa ricerca.

Dal carpe diem di Cogli la prima mela, alla spiritualità del Cantico delle creature, al biblico Vanità di vanità il sofisticato menestrello ci trascinerà in un viaggio attraverso i suoi brani più amati (Alla fiera dell’est, Domenica e lunedì, Si può fare, La pulce d’acqua, Il sultano di Babilonia) in cui alla ricchezza musicale si aggiunge la teatralità dell’interpretazione e la preziosità dei testi attinti ad un vastissimo patrimonio poetico (dai lirici greci Saffo e Alcmane, a Lucrezio, a San Francesco…). 

Venerdì 21 luglio, ore 21.30 Lella Costa in Il canto del nostro smarrimento l’Odissea ribaltata. D’armi io canto e dell’eroe che, primo, dalle coste di Troia venne all’Italia, profugo per suo destino… L’ispirazione è stata l’Eneide, il poema di Virgilio che celebra la nascita dell’impero romano da un popolo di profughi. Poi il mito di Ero e Leandro, amanti che vivevano sulle rive opposte dell’Ellesponto. Quindi le vicende degli esuli contemporanei che diventano tutt’uno con i miti antichi, in un corto circuito tra presente e passato ancestrale. E’ una specie di “Odissea ribaltata” quella che una meravigliosa Lella Costa ci racconta, interrogandosi sul senso profondo del migrare, senza rinunciare all’ironia “perché il teatro sa toccare nodi conflittuali terribili con la leggerezza del sorriso e la forza della poesia”.