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Brescia. Una straordinaria primavera musicale a Brescia e a Bergamo, mete cult per un festival immerso quest’anno nella grande musica romantica e con una parata di star internazionali, la musica velata di Schumann e Brahms è il tema della 56ª edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo in programma dal 15 aprile al 10 giugno.

Fondato nel 1964 dal Maestro Agostino Orizio, ogni anno il Festival, grazie alla direzione artistica del Maestro Pier Carlo Orizio, porta l’élite della grande musica nelle splendide cornici del Teatro Grande di Brescia e del Teatro Sociale di Bergamo alta, gioielli architettonici di fine Settecento dal fascino sontuoso. Tante anche le sedi “alternative” ai due teatri con il coinvolgimento di palazzi, chiese, cortili, piazze per alcune delle inziative collaterali e per i concerti con i più giovani. Un totale di circa 50 concerti in meno di due mesi. Il festival che ha fatto parlare di sé come uno dei più belli e prestigiosi in Europa imponendosi tra le manifestazioni più importanti al mondo dedicate al pianoforte, e non solo.

Il Festival, posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del Presidente del Parlamento Europeo, negli anni ha fatto delle due città lombarde la culla della musica classica, grazie al respiro internazionale e alla bellezza dei suoi scenari, modellati nei secoli dall’arte e dalla cultura diffuse.

Fin dagli esordi, quando per cinque anni vide esibirsi Arturo Benedetti Michelangeli, il festival ha come protagonista indiscusso il pianoforte, che, oltre che dominare la scena come strumento solista, è molto spesso anche il prestigioso interlocutore di grandi orchestre internazionali dirette da nomi di spicco. Un Festival che vede arrivare ogni anno un numero sempre più significativo di grandi artisti di fama mondiale ma anche giovanissimi talenti, vincitori di concorsi, grandi promesse.

In un appuntamento con il pianoforte quest’anno per la prima volta il Festival ospiterà Stefano Bollani con l’Orchestra Filarmonica di Bologna, diretta da Kristjan Järvi, il 16 maggio per un concerto fuori abbonamento al Creberg Teatro di Bergamo che unisce la classica a contaminazioni jazz. In programma brani contemporanei di Bollani e Järvi, uniti ai classici di Gershwin e Ravel. I biglietti della serata, in collaborazione con il Bergamo Jazz Festival.

Il Festival apre con un doppio debutto inaugura il 15 aprile al Teatro Sociale di Bergamo e il 16 al Teatro Grande a Brescia, da subito con una data da segnare in agenda per il livello e la qualità. Una delle caratteristiche che distinguono il Festival Pianistico, oltre l’eccezionale livello qualitativo mantenuto per oltre mezzo secolo, è la sua fisionomia a tema, con un filo conduttore che, di volta in volta, ispira il programma e determina la scelta degli interpreti.

Dopo le monografie dedicate a Beethoven e Mozart, e lo scorso anno la Russia con Čajkovskij, quest’anno il tema è Musica velata – Schumann e Brahms. Un festival incentrato sulle pagine più belle ed emozionanti della musica romantica con programmi e repertori anche poco frequentati in alcuni casi.

È il direttore Pier Carlo Orizio a dare il senso di questa scelta: “In questo clima sono state scritte alcune tra le pagine pianistiche più alte e sincere, appassionate eppur familiari. Sono certo che gli interpreti che anche quest’anno appaiono nel cartellone del nostro Festival ci faranno riscoprire il fascino senza tempo di questa Musica”.

All’interno dei concerti del Festival verranno eseguiti anche dei brani di Clara Schumann, di cui nel 2019 ricorrono i 200 anni dalla nascita. Una figura al centro delle vite di entrambi i compositori troppo spesso relegata alla componente biografica rispetto a quella musicale.

Il programma

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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