Tempo di lettura: 3 minuti

Padernello, Brescia. La colpa è di Tigre, la sua gatta, se il cantautore Piergiorgio Cinelli si è tuffato in una nuova impresa: un libro di disegni ad accompagnare il tredicesimo disco di canzoni.

Quarantaquàter gacc bresà è un libro di disegni pubblicato da un editore bresciano, Liberedizioni. Sono quarantaquattro gatti bresciani, quarantaquattro come quelli della famosa canzone dello Zecchino D’oro del 1968.

La presentazione del libro di disegni Quarantaquàter gacc bresà e del tredicesimo disco Canzoni da fiaba di Piergiorgio Cinelli al castello di Padernello sabato 8 dicembre alle ore 18. Ingresso libero.

Canzoni da fiaba nel tredicesimo disco di Piergiorgio Cinelli, che si concentra su uno specifico tema: le fiabe classiche.
Sono nove canzoni, tutte originali, di cui ha scritto testi, musica e arrangiamenti. Sono cantate e suonate da Cinelli e da Ivana Gatti, mentre alle chitarre troviamo Poncio Belleri. I testi sono in italiano, a differenza dei precedenti lavori di Cinelli.

I personaggi, rivisti e reinterpretati, sono: Pinocchio, Cenerentola, il lupo, la bella addormentata, il gatto con gli stivali, Hansel e Gretel, Barbablu, la piccola fiammiferaia e il re nudo.
Le canzoni erano state concepite per un musical; a distanza di tre anni sono state raccolte in un disco.

Al castello l’autore Piergiorgio Cinelli e la sua immancabile chitarra, Ivana Gatti alla voce e le Belly Love, gruppo di danza del ventre. A seguire aperitivo.

 “È tutta colpa di Tigre, la mia gatta. – racconta Piergiorgio – Spesso, come fanno i gatti, lei se ne va in camera da letto, d’estate come d’inverno. Ogni giorno prova tutti i letti di casa. Ha cinque anni, ma ancora non ha deciso quale sia il migliore. O forse l’ha deciso, magari già dal primo giorno, ma non vuole che lo si sappia. Tigre, la mia gatta, sui letti ci dorme.

Ogni tanto si stira, allunga le zampe e, a volte, si addormenta proprio mentre si allunga. È così che un giorno, un paio d’anni fa, l’ho vista, sdraiata nella sua massima estensione. E l’ho fotografata. Pensate che abbia stampato la foto? Nooo. Pensate che abbia mandato la foto a mia mamma? Nooo. Pensate che abbia pubblicato la foto su Facebook? E no alùra?! E cosa ho scritto a descrizione della foto? Ho scritto Slon-gàt.

Poi ho pensato: “Slongàt” (sì, l’ho pensato senza trattino) e mi sono detto: “Ma allora…quasi tutti i participî che in italiano finiscono con gato, in dialetto finiscono con gat, con gatto!”

Ecco. Così ho cominciato a pensarli, a raccoglierli, a ricordarli. Alla fine ne ho raccolti circa ottanta (naturalmente ce ne sono altri…) ed ho cominciato a disegnarli, nei ritagli di tempo, nel tempo libero, nei ritagli del tempo libero.

Alla fine ne ho scelti quarantaquattro, come quelli della famosa canzone dello Zecchino D’oro del 1968. Non sono tutti participî; ho scelto quelli che mi ispiravano di più, quelli più facili da disegnare, quelli che mi sembravano più simpatici, più immediati. Chissà…magari in una seconda edizione disegnerò anche gli altri trentasei, ma in quel caso sarà sicuramente una raccolta più seria, introspettiva. Comunque sia, la responsabilità è sua, di Tigre, la mia gatta. Miao.”

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *