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Albareto (Parma) – Il profumo, il gusto, la festa: sono i tre ingredienti della Fiera Nazionale del Fungo Porcino di Albareto che in questa edizione ha allestito un ristorante da più di 600 posti ospitato dal Palatenda, per offrire agli ospiti il fungo “in tutte le salse”: dall’antipasto ai primi, dalla polenta, dal fritto al sott’olio. Un’odorosa e movimentata tre giorni, che sposerà gastronomia, musica, escursioni, sport e numerose attività per i bambini.

Quest’anno, la 21esima edizione, in calendario il 9, 10 e 11 settembre nel cuore del territorio del Fungo IGP di Borgotaro – prodotto naturale di qualità superiore insignito dell’indicazione geografica protetta dal 1993 e tutelato dall’omonimo Consorzio, apre le porte venerdì 9 alle 18 con il concerto della banda di Albareto in piazzale Moro, per passare subito ai profumati omaggi al protagonista che l’hanno resa celebre. Alle 18,30 al Palafungo, “Aperitivando con il porcino”, per gustare il prezioso Boletus della Val Gotra in versione pre-dinner, e alle 19,30 in via Gotelli i “Giochi in Fiera” dedicati a grandi e piccoli. La prima cena della Fiera, sposa due pezzi da Novanta delle terre italiane: Tartufo e Porcino, in una selezione limited edition firmata da grandi chef e con posti limitati. A seguire, una serata di musica live, con i Gatti Matti e Dj set.

Sabato 10 gli stand al padiglione A aprono prestissimo, già alle 9, e si prosegue con show coking per imparare a cucinare guardando gli chef e corsi di cucina, anche dalle 14 alle 18.
Alle 15 apre il Fungo Park per i bambini, mentre alle 18,30 viene consegnato il Porcino d’Oro al Palafungo, il riconoscimento che premia chi abbia mostrato particolare cura e attenzione al territorio. L’anno scorso, a guadagnarsi l’ambito riconoscimento erano stati i Vigili del Fuoco volontari di Borgotaro. Si prosegue con aperitivi e musica live dalle 21,30 a cura di Taro Taro Story.

Ultima giornata di Fiera, domenica 11 settembre, con gli stand aperti dalle 9, show cooking dalle 10,30 e alle 11,30, il raduno del Lambretta Club, nutrito gruppo d’appassionati a bordo di un simbolo degli anni Sessanta. Si continua dalle 15 alle 18 con convention dedicate al Boletus, show coking e alle 18 con un appuntamento dal sapore antico: la trebbiatura sull’aia. E mentre si può gustare l’ultimo aperitivo della Fiera a base di porcini alle 18,30, alle 21,30 si balla con l’Orchestra Paolo Bertoli sino a tardi. Alle 24 la Fiera chiude con la tradizionale entrata delle Maglie Rosse, i volontari che rendono ogni anno possibile la grandiosa festa a base di Porcino: non solo un frutto della terra, ma un orgoglio locale e nazionale che come tale va onorato.

La Fiera, gemellata fin dal 2002 con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba, ospita da allora anche numerose aziende delle Langhe con i loro prodotti tipici (vini, formaggi, tartufi e salumi). Nel 2007, grazie ai risultati in termini di presenze italiane e straniere consolidate nel tempo, ha ottenuto il riconoscimento di Fiera Nazionale da parte della Regione Emilia Romagna. Dal 2014 è invece iniziata una collaborazione con ALMA, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, che ha organizzato corsi di chef per adulti e bambini al Palafungo, uno spazio creato appositamente per gli aspiranti cuochi.

1 commento

  1. Vorrei capire : si fa pubblicita’ a un tipo di fungo che , negli ultimi anni non esiste nel perio della festa ?.. dovremmo fare centinaia di KM di autostrada per andare a mangiare dei fungi che nella ipotesi migliore vengono dalle nostre parti ? Valtellina per esempio .. vado al ristorante sotto casa dove spendo meno e mangio meglio… Forse questa storia del fungo IGP andrebbe completamenta rivista con il cambio climatico in atto. Pero’ se vogliamo continuare a prenderci in giro ….

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