Brescia. Venerdì 27 marzo a Brescia, il filosofo Massimo Cacciari e il teologo Massimo Rizzi, presentano “Figli di Abramo. Noi e l’islam”, un’ antologia che raccoglie gli scritti del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, un tema di rilevante attualità. L’incontro è promosso dalla Cooperativa Cattolico-Democratica di Cultura, dall’ Editrice La Scuola che ha pubblicato il volume e dai Padri della Pace che venerdì alle 18 nella loro sede a Brescia alla Sala Bevilacqua in via Pace 10 a Brescia, ospiteranno l’appuntamento.libro

Il libro di Carlo Maria Martini, da pochi giorni in libreria, dal titolo “Figli di Abramo. Noi e l’Islam”, presenta un denso saggio introduttivo di Cacciari che afferma: “Ciò che il cardinale temeva potesse accadere si è verificato. Tuttavia i suoi interventi hanno tale profondità da non poter essere discussi solo in un’ottica storico-politica: sollevano questioni di principio che per la tragicità dell’ ora, non è più lecito ignorare”.

Chi siamo “noi” e chi è “l’islam”? Quali i valori storici dell’islam e della sua presenza in Europa? Quale dialogo è possibile tra il cristianesimo e una religione che significa etimologicamente “sottomissione”: in special modo sottomissione a Dio e a quella rivelazione che egli ha fatto di sé. La Chiesa dovrà rinunciare a offrire il Vangelo ai seguaci dell’islam? E, ancora: cos’è il fondamentalismo? E dove conducono, alla luce della Parola di Dio, la condanna del terrorismo e il discernimento morale dei mezzi con cui lo si affronta? E come si deve intendere la “guerra giusta” o il “diritto di legittima difesa” che non si può negare, neppure in nome di un principio evangelico? Come è possibile parlare di scontro di civiltà se prendiamo inizio da Genesi 21,13 con Isacco e Ismaele entrambi figli di Abramo?

Sono solo alcune delle domande che, anni fa, l’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini non aveva ignorato e le cui risposte, pur segnate da più d’un dubbio, tornano ora nel loro significato più pieno, quasi a indicarci una scala di valori e gli impegni concreti che il dialogo interculturale e interreligioso, ma anche la lotta contro l’intolleranza e il razzismo, esigono. Risposte colme di parole profetiche. Anzi.m cacciari

Sono parole, quelle del cardinale Martini, che a leggerle ora, a distanza di tanti anni, potrebbero anche generare se non disperazione, sconforto. Dall’11 settembre 2001, e più ancora dall’anno mirabile della caduta del Muro e della fine della “Terza Guerra Mondiale”, la situazione è tragicamente peggiorata. Ora la sfida all’occidente  condotta dall’islamismo radicale e fondamentalista, hanno  portato il conflitto a un punto dove perfino l’armistizio sembra diventare impossibile, e il rapporto culturale e politico ridursi a quello puro e semplice di amico-nemico.

In questo turbine della storia ha davvero senso parlare di pace?. Apre così il saggio introduttivo del filosofo Massimo Cacciari ad un volumetto che ripropone due testi del cardinal Martini di grande attualità raccolti sotto il titolo ”Figli di Abramo. Noi e l’Islam”.

Massimo Cacciari. Professore emerito di estetica presso l’Università di Venezia. Massimo Rizzi è direttore dell’Ufficio Migranti e dell’Ufficio dialogo interreligioso della diocesi di Bergamo, ha approfondito i suoi studi teologici nell’ambito della teologia delle religioni presso la Pontificia Università Lateranense.