Monticelli Brusati, Brescia.“Figure ancestrali”: questo è il titolo dell’affascinante e inconsueta mostra dedicata all’arte aborigena australiana che sarà ospitata da 16 marzo al 16 settembre nella Galleria d’arte delle Tenute La Montina di Monticelli Brusati, storica azienda della Franciacorta. Curata dal prof. Maurizio Scudiero, è la narrazione di un viaggio e di un sogno. Il comune denominatore fra due realtà così lontane come la Franciacorta e l’Australia è il legame e la passione per la Madre Terra, che gli uomini traducono e tramandano secondo linguaggi e codici della propria cultura.

Il potere universale di questi messaggi e la sensibilità dei protagonisti di questa storia permetterà di scoprire fra i vigneti franciacortini una straordinaria collezione di dipinti e manufatti originali provenienti dall’Australia, che svelano al visitatore la magia e la complessità di un’arte primitiva nell’accezione più nobile del termine. Il pubblico sarà guidato da “figure ancestrali” a scoprire la dimensione del sogno nel sorprendente scenario delle Tenute La Montina, dove la natura viene celebrata nell’arte e nel vino. La mostra gode del patrocinio della Regione Lombardia, dei Comuni di Brescia e di Monticelli Brusati.

La mostra presenta una selezione di circa 50 opere dipinte su tavola con pigmenti naturali dall’artista aborigeno Kunibilarranda Dir Dik fra il 1970 e il 1990, sulle quali sono rappresentati gli spiriti e gli itinerari del Dreamtime. Dir Dik, nato a Roebuck Bay presso Broome nel 1946 circa, cominciò a dipingere fin da bambino imparando le tecniche per la preparazione dei colori a base di ocra e diventando allievo del grande maestro della pittura Dreaming Yirawala.

La mostra offre al visitatore la straordinaria possibilità di essere proiettati in questo spazio senza tempo, addirittura precedente alla nascita del tempo, e attraverso i linguaggi figurativi e le iconografie seguire i percorsi della sapienza. Lungo questi sentieri si incontrano le “figure ancestrali”, conosciute dagli aborigeni del deserto come Tingari, che sono gli spiriti guida per l’umanità e prendono di volta in volta le sembianze di diversi animali totemici quali il Serpente, il Canguro, l’Emù, il Coccodrillo e l’Aquila.

Queste figure sono rappresentate da Dir Dik con l’originale tecnica cosiddetta X-ray, che permette di vedere come in una vera e propria radiografia all’interno del corpo degli animali. Un altro tratto distintivo della sua pittura e il motivo iconografico “a reticolo”, costituito da sottili linee incrociate. Gli spiriti indicano all’uomo i percorsi sacri nel deserto e nella savana alla scoperta dei pozzi d’acqua e mostrano le stelle della Via Lattea. Il linguaggio figurativo di queste opere è costituito da un patrimonio di segni e simboli che si tramandano da millenni e le opere selezionate per questa mostra offrono al visitatore la possibilità unica di conoscere un nuovo alfabeto con il quale sono state raccontate storie straordinarie.

Oltre ai dipinti sarà presentata una ricca serie di pregiati manufatti in legno scolpito o dipinto quali boomerang, bastoni e didgeridoo, strumenti a fiato di antichissima origine. Ciascuno di questi oggetti rituali ha un significato e un utilizzo fondamentale per comprendere la cultura aborigena e l’itinerario in mostra metterà in luce ogni singola caratteristica e significato.

Il 16 marzo, giornata dell’inaugurazione, dopo un’introduzione alla mostra a cura dello storico dell’arte Maurizio Scudiero, sarà battuta all’asta un’opera e il cui incasso sarà devoluto dall’Associazione senza scopo di lucro “Dedicato A te”, che raccoglie fondi per la ricerca oncologica pediatrica, alla Fondazione Veronesi, ospite dell’evento.