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Torna il Festival dei Popoli, il festival del film documentario in programma dal 25 novembre al 2 dicembre a Firenze. Più di 70 le opere, in anteprima mondiale, europea o italiana, di cui 21 concorreranno all’interno della sezione Concorso internazionale e 6 parteciperanno al Concorso italiano.

Tra le novità di quest’anno un focus sui rifugiati dal titolo “Looking for Neverland”, composto da 12 titoli, e la nuova sezione dedicata ai documentari musicali “Hit Me With Music”, 5 film per conoscere da vicino i protagonisti della scena musicale mondiale attraversando generi, paesi, epoche e generazioni.

Tra gli oltre 60 ospiti del festival, da segnalare la presenza di Elio Germano (25/11), di Valeria Bruni Tedeschi (28/11), del regista israeliano Avi Mograbi (1/12) e dei due cineasti a cui sono dedicate le retrospettive (entrambe per la prima volta in Italia): la franco-libanese Danielle Arbid e il brasiliano Sergio Oksman (a Firenze per tutta la durata del festival).

Nello specifico, la sezione ‘Looking for Neverland’ presenta 12 documentari sull’argomento “immigrazione” e “rifugiati”, oltre a un incontro dal titolo “La barca è piena? Luoghi comuni e domande scomode sui rifugiati” (domenica 27 novembre, alle ore 15, Spazio Alfieri) in collaborazione con Cospe, TerraProject e Multiverso Firenze.

Tra i titoli da segnalare After Spring di Steph Ching e Ellen Martinez (Usa, 2016), che fotografa il campo profughi più grande al mondo, quello di Zaatari in Giordania, gestito da Unhcr (26/11, evento in collaborazione con Publiacqua e Water Right Foundation). In collaborazione con la mostra Ai Weiwei. Libero di Fondazione Palazzo Strozzi si terrà la proiezione di Between Fences del celebre regista israeliano Avi Mograbi (ospite del festival) che racconta un’esperienza di “Teatro dell’Oppresso” realizzata in un centro di detenzione nel deserto di Israele, vicino al confine con l’Egitto, partendo dalle vite dei richiedenti asilo eritrei e dal sudanesi che non possono essere rimpatriati né tantomeno hanno prospettive in Israele (1/12).

The Mission di Robert Oey, si concentra sulla missione delle Nazioni Unite in Mali, mostrata attraverso gli occhi di un colonello delle forze speciali olandesi, Joost de Wolf (27/11).

Il focus continua con La Permanence di Alice Diop su un centro di assistenza sanitaria per migranti dell’ospedale Avicenne di Bobigny, nella banlieu parigina (29/11, Istituto Francese); Les Sauteurs di Moritz Sibert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibé sull’enclave spagnola di Melilla nel nord del Marocco (28/11). In cartellone anche No Borders di Haider Rashid (25/11), il primo film italiano girato in realtà virtuale (VR) con Elio Germano che guida gli spettatori alla scoperta di alcuni centri italiani destinati all’accoglienza dei migranti (25/11 in sala e, a partire dal 27 novembre, in versione VR – su prenotazione nella sala MyMovies). I restanti tre titoli sono inclusi nelle sezioni competitive: Les Corps Interdits; Reminds from the Desert; Hotel Splendid.

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

1 commento

  1. Ma non voglio dare tutta la colpa ai politici e voglio estendere la domande ai cittadini. I cittadini europei vogliono davvero i rifugiati vicino alle loro case? Sì, questa è la domanda. Siamo tutti esemplari nel rispondere a domande come: Pensi che il tuo paese dovrebbe accettare i rifugiati? Siete disposti a fare spazio per i rifugiati in Europa? Ma poi passerebbero come le prigioni, impianti di smaltimento, la discarica o aeroporti non desiderate accanto alla propria casa, perché sono fastidiosi, puzzolenti, fanno rumore, portano il crimine, ecc, ecc. E ‘vero che ci sono i cittadini, le organizzazioni, comuni o comunità che hanno messo a disposizione dei rifugiati piani, centri multimediali o scuole disponibili a lavoro con i rifugiati; ma è anche vero che sono meno e che alcuni di loro, lo hanno fatto per ragioni puramente politiche o di propaganda
    https://planckito.blogspot.com.es/2016/11/l-rifugiati-in-europa-la-parodia.html

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