American Sniper

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American Sniper
Locandina di American Sniper
Tempo di lettura: 2 minuti

Il nuovo anno ha visto l’arrivo sul grande schermo di “American Sniper”, una delle pellicole più attese dell’anno appena iniziato, diretta dal grande Clint Eastwood, che, alla soglia degli ottantacinque anni, sforna un altro grande film, acclamato dalla critica e record d’incassi in Italia, 10 milioni di euro in pochi giorni di programmazione. Protagonisti della pellicola i bravissimi Bradley Cooper e Sienna Miller.

Eastwood racconta la storia di Chris Kyle, il più letale cecchino della storia militare americana, si parla di 166 morti accertati, qualcuno parla addirittura di 255. Kyle, arruolato nei Navy Seal (corpo speciale della marina militare), fu inviato in territorio di guerra dell’Iraq con un compito ben preciso: proteggere i suoi commilitoni durante le operazioni di guerra. Con la sua mira infallibile salva innumerevoli vite sul campo di battaglia, diventando ben presto una vera e propria “Leggenda”.

Chris si recherà in Iraq per ben quattro turni, consolidando la sua reputazione e aumentando il numero di vittime fino a diventare il cecchino più letale nella storia delle forze armate statunitensi, ma allontanandosi sempre di più dalla sua famiglia, una bella moglie e un figlio adorabile, e dalla vita da civile.

Ritornato definitivamente a casa, soffrì, come tanti reduci congedati, di difficoltà d’inserimento nella vita sociale e di disturbi psichici, il famigerato PTSD: disturbo post-traumatico da stress. A differenza di altri però, ne uscì abbastanza bene, grazie anche alla collaborazione che offrì ai vari ospedali per aiutare i reduci sofferenti degli stessi disturbi e a recuperare una vita dignitosa. Ma il passato ritorna e…

“American Sniper” è il miglior film di Eastwood degli ultimi anni, impeccabile, attraverso una regia come sempre scarna ed essenziale, a mostrarci gli orrori della guerra attraverso splendidi primi piani del cecchino Chris mentre compie il suo dovere, quello per il quale è stato addestrato. La cinepresa ci mostra prima lo sguardo di ghiaccio di Kyle, poi guardiamo nel mirino con lui, tratteniamo il respiro e bum… spariamo con lui.

Chris è un cecchino in buona coscienza, certo com’è che Dio sia con lui. Egli uccide solo per difendere i propri compagni in territorio di guerra come un bravo cane pastore. Eastwood ci mostra, però anche un altro cane pastore, si chiama Mustafà, ha una moglie e un figlio, anche lui convinto che Dio sia dalla sua parte, e anche lui impeccabile e spietato a svolgere il proprio dovere. Ecco quindi l’altra faccia della medaglia, il salto di campo nel quale il regista è maestro. Eccola quindi la morale: là dove si pensa ci sia il Male con la m maiuscola, il male con la m minuscola, l’unico veramente umano, nasce e prolifica proprio lì, dove gli uomini combattono per il Dio del Bene e si fanno invece del male.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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