Crash – Contatto fisico

Una scena del film

Million Dollar Baby”, il fortunato film diretto da Clint Eastwood, trionfatore all’ultima edizione degli Oscar, è stato sceneggiato da un certo Paul Haggis. Ora nelle sale italiane è in proiezione “Crash”, che vede Haggis oltre che nelle vesti di sceneggiatore anche in quelle di regista. E, bisogna dire con piacere che egli fa centro al primo colpo, firmando una delle opere più dense e convincenti delle ultime stagioni.

Un film appassionante e commovente, piccole e grandi tragedie che s’incrociano, storie d’ordinario razzismo e di violenza più o meno repressa, che dopo l’11 settembre sembrano diventare ancora più folli e insensato. Interpretato tra gli altri da Matt Dillon, Sandra Bullock e Don Cheadle.

Brevemente la trama. Sulle strade di Los Angeles diverse storie vengono ad incrociarsi. Quella di un detective nero (Don Cheadle) e della sua collega-amante bianca. Quella di un procuratore distrettuale ossessionato dalla moglie (Sandra Bullock) ansiosa ed irascibile. Quella di due litigiosi ladri d’automobili afro-americani. Quella di un affermato regista televisivo di colore, vittima con la moglie di un abuso di potere d’un poliziotto (Matt Dillon) navigato, dalla doppia personalità. Quella di un iraniano che compra un fucile per difendere il proprio negozio. Quella d un fabbro ispanico e della sua bambina …. e altre ancora.

I destini di queste persone sono destinati a scontrarsi nel corso di 36 ore difficili per tutti loro, in una metropoli post 11 settembre dove ognuno diffida più che mai dell’altro.

Fluido negli snodi narrativi, nonostante la complessità dell’intreccio, “Crash” mette in scena un’umanità dolente e smarrita. Haggis è bravissimo quanto abile a mostrarci un affresco imperfetto quanto interessante dell’America d’oggi. Un’America dilaniata dalla paura e dai pregiudizi, violenta e razzista, in cui lo spazio per la libertà è molto limitato ed il confine tra il bene ed il male, buoni cattivi assai labile.

La visione di questa pellicola lascia un po’ l’amaro in bocca, perché alla fine ci si chiede se esiste un modo per riscattarsi, se si può recuperare la dignità e l’innocenza perduta. La risposta non è ben chiara, anche se il gesto compiuto dal poliziotto cattivo “Dillon”, di salvare una donna di colore coinvolta in un terribile incidente stradale, lascia il cuore aperto alla speranza.

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