Good Night, and Good Luck

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Una scena del film
Tempo di lettura: 2 minuti

Stupisce veramente il confronto tra il Clooney attore e brillante personaggio della star system che tutti conosciamo, e il Clooney regista che presenta il suo film in concorso alla 62.ima Mostra del Cinema di Venezia, da poco conclusa.

Good Night, and Good Luck”, sua seconda opera dietro la cinepresa, è veramente un bel film, una pellicola rigorosa, asciutta, impegnata ma mai pesante, con ritmo serrato, personaggi ben caratterizzati, ed accurata ricostruzione storica (sono gli anni del Maccartismo, la caccia alle streghe comuniste).

Anche Venezia se ne è accorta, tanto da tributargli due importanti premi: quello per la miglior sceneggiatura, dello stesso Clooney, e quello per il miglior protagonista maschile a David Strathairn.

Nell’America dei primi anni ’50, Edward R. Murrow (David Strathairn) è un giornalista della CBS che conduce un fortunato programma televisivo imperniato su scottanti inchieste di attualità sociale, politica e militare. Un giorno viene a sapere di essere stato inserito in una lista di proscrizione redatta dal senatore McCarthy, nella quale vengono inseriti i nominativi di tutti coloro che sono sospettati di avere simpatie filo-comuniste.

Il famoso anchor man non si perde d’animo e decide di passare al contrattacco. Prima di tutto divulga la notizia della lista di proscrizione, ma al contempo dedica parecchie puntate del suo programma alla controversa figura del politico. Denuncia gli abusi di potere del senatore, difende l’informazione libera, ma il capo della CBS gli taglia gli spazi e lo relega in una innocua fascia pomeridiana.

Ma la sua battaglia contro McCarthy non sarà stata vana perchè …

Volete vedere un bel film impegnato, senza però annoiarvi? Eccolo. Con la seconda prova dietro la macchina da presa, il bel George ha fatto centro. “Good Night, and Good Luck” è davvero un film serio, a suo modo prezioso, talmente intriso della volontà di rappresentare un’idea, da lasciare fuori tutto il resto, cioè, le relazioni personali, gli amori, le piccole cose quotidiane. Insomma via tutto, deve restare solo l’idea, il cuore del problema, in questo caso la libertà di parola, di stampa.

Bella l’idea di rappresentrare la storia in bianco e nero, sempre molto accattivante, in questo caso quasi obbligata, essendo l’epoca della tv in bianco e nero, oltre a quella di non far interpretare il senatore McCarthy ad un attore, ma utilizzando esclusivamente filmati di repertorio.

In definitiva un film ben riuscito con interpretazioni formidabili. In primis quella del protagonista David Strathairn, meritato vincitore al Festival di Venezia, perfetto nel bianco e nero della pellicola con la sigaretta perennemente tra le labbra. Mentre Clooney si ritaglia per se un ruolo tutto sommato marginale che lascia tuttavia il segno.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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