Hugo Cabret

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Una scena del film
Tempo di lettura: 2 minuti

Il maestro del cinema Martin Scorsese, dopo il successo di “Shutter Island” con Leonardo di Caprio, cambia strada e ritorna sul grande schermo con una favola moderna che è un vero e proprio omaggio al cinema delle origini. Con questa pellicola, adattamento cinematografico del romanzo “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick del 2007, il grande cineasta americano ha realizzato uno dei suoi più grandi sogni: mescolare passato e presente, i fratelli Lumière e Georges Méliès con la nuova tecnologia del 3D.

Di tutto rilievo il cast di attori: dal ragazzino Asa Butterfield, indimenticabile protagonista de “Il bambino con il pigiama a righe“, a Jude Law, dalla giovanissima Chloe Moretz al grande Ben Kingsley, da Sacha Baron Cohen (vi ricordate “Borat“) a Emily Mortimer (“Match Point” e “Shutter Island“), tutti veramente straordinari e al massimo della forma interpretativa.

Parigi, anni ’30. Hugo Cabret è un bambino rimasto orfano che vive segretamente all’interno della grande stazione di Montparnasse. Qui è stato portato dallo zio dopo la tragica morte del padre in un incendio nel museo dove lavorava. Lo zio è un vecchio ubriacone che ha il compito di far funzionare il grande orologio della stazione. Dopo che anche quest’ultimo scompare misteriosamente il piccolo Hugo lo sostituisce affinchè nessuno se ne accorga. Il suo grande sogno però, è quello di aggiustare un misterioso automa, tutto quello che gli è rimasto del padre.

Nel frattempo conosce un’esuberante ragazza che ha uno zio che vende aggiusta giocattoli in un negozio della stazione. Hugo scopre che lo zio ha avuto a che fare con l’automa e non è quello che vuol far credere, ma conserva segreti che non vuolre che siano riportati a galla. Vicende del passato che riguardano storie di maghi, i fratelli Lumière e le stesse origini del cinema. Ma Hugo non si arrende e ….

Quello che abbiamo visto è una vera e propria dichiarazione d’amore al cinema da parte del regista americano. Un film che lascia meravigliati, come se si scoprisse il cinema per la prima volta. Gia l’inizio è folgorante: gli occhi di un bambino che osserva il mondo da dietro il quadrante del grande orologio della stazione è da applausi. E poi tutto il resto. La telecamera di Scorsese che scivola dentro in questo mondo fantastico con gioia infantile è un piacere per gli occhi.

E poi c’è lui, il Cinema. Un amore incondizionato per la settima arte che lo porta alla ricerca delle origini del cinema utilizzando però le tecniche più moderne ed avanzate come il 3D. In definitiva un film visionario e commovente che si è ben meritato la candidatura a ben 11 premi Oscar 2012, tra cui miglior film e miglior regia.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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