Inside Man

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Una scena del film
Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo il magistrale “La 25.a ora”, ritorna sul grande schermo Spike Lee, l’alfiere per eccellenza del cinema afroamericano. Firma qui una pellicola la cui sceneggiatura è a prima vista alquanto convenzionale, mentre invece risulta essere un lavoro raffinato e perfetto. “Inside man” è un bel thriller, un’opera attualissima che ha però la forza del classico, che strizza l’occhio a “Quel pomeriggio di un giorno da cani” (citato nel film), e con i protagonisti, Denzel Washington, Clive Owen e Jodie Foster, all’altezza della loro fama.

 

New York ai giorni nostri. Quattro persone vestite da imbianchini irrompono nell’agenzia della Manhattan Trust, agenzia di una delle più antiche banche americane. In poco tempo oscurano le telecamere e prendono in ostaggio tutte le persone presenti nell’edificio. Il dipartimento di polizia invia il detective Frazier (Denzel Washington) e il suo collega Mitchell per negoziare con i rapinatori.

Questi, guidati da un certo Russel (Clive Owen), fanno la richiesta di un pulman, per portare via gli ostaggi, e di un aereo per fuggire. Ma qualcosa non quadra. Frazier intuisce che c’è sotto qualcosa di più di una semplice rapina. Prima di tutto la non premura nelle richieste dei rapinatori. E poi altri fatti non chiari.

Sintomatica in questo senso è l’entrata in scena di una certa miss White (Jodie Foster), amica personale del sindaco, qui mandata dal presidente stesso della banca (Christopher Plummer) e parlamentare con il capo dei sequstratori. Frazier comincia a sentire puzza di bruciato e decide di …

Il grande Spike Lee decide di girare un film classico, dalla sceneggiatura apparentemente convenzionale. Infatti i film sulle rapine in banca sono tra quelli più sfruttati dalla cinematografia americana e tra i più amati dal pubblico. Certamente il regista ci mette del suo e il suo marchio è ben visibile.

Sia nella sceneggiatura, dando alla storia dei risvolti politici alquanto torbidi, sia nella regia con una montaggio mozzafiato ed un ritmo serrato, rendendo un film che dovrebbe essere piuttosto statico molto movimentato per non dire d’azione.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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