La ragazza nella nebbia non tradisce le attese

7Donato Carrisi, forte dei tre milioni di copie dei suoi libri vendute nel mondo, lo rendono lo scrittore di thriller italiano più venduto all’estero. La ragazza nella nebbia“, uscito nel 2015, è da pochi giorni sul grande schermo, lo stesso Carrisi ha deciso di dirigere la trasposizione cinematografica della sua opera. Il film si avvale di un cast di tutto rispetto: da Toni Servillo ad Alessio Boni, da Michaela Cescon a Galatea Ranzi, da Jean Reno a Greta Scacchi.

Tutto inizia in un paesino di fantasia, Avechot, rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi, che potrebbe essere in Alto Adige piuttosto che in Val d’Aosta. Un paese battuto dalla neve e sferzato dalla nebbia. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l’agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte, lontano da Avechot.

Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese, Marie Lou, è scomparsa nella nebbia. Due mesi nei quali Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico.

Perché è questa la specialità di Vogel, quella che l’ha reso famoso in tutto il Paese. Non gli interessa nulla dei rilievi scientifici, del dna, e degli interrogatori. A lui interessa solo manovrare e sobillare i media. Attirare le telecamere dei network, conquistare le prime pagine dei giornali. Il modus operandi di Vogel è sempre lo stesso: “santificazione” della vittima e al contempo la creazione del fantomatico mostro da sbattere.

Ora che tutto è finito cosa ci fa ancora Vogel nella vallata? E se dall’incidente, del quale non ricorda niente, è uscito illeso di che è il sangue che ha sui vestiti?

Buona la prima, si può comodamente affermare. La prima opera dietro la macchina da presa dello scrittore di successo Donato Carrisi è venuta veramente bene. Ci viene quasi il sospetto che quando ha scritto il best seller stesse già pensando al film che avrebbe realizzato.

Come fa dire a uno dei protagonisti, il prof. Martini, “la prima regola di un grande romanziere è quella di saper copiare“, e anche lui non si tira indietro e attinge a piene mani dai maestri del genere: senza scomodare Hitchcock, cito Giuseppe Tornatore (“Una pura formalità“), David Fincher (“Seven“), David Linch (“Twin Peaks“) fino al recente “Uomo di Neve” con Michael Fassbender, tratto da uno dei capolavori del norvegese Jo Nesbo, altro autore di culto.

Carrisi è perfetto a portare dalla carta alla pellicola l’effetto suspence, l’aggrovigliarsi di trame narrative, i colpi di scena, in definitiva una struttura da thriller classico, con i riferimenti di cui sopra. Il risultato è un lavoro ben confezionato, personale e godibilissimo, che lascia lo spettatore col fiato sospeso fino alla fine.

Merito anche dell’ottima prova d’attore dei protagonisti, a partire dal monumento nazionale Toni Servillo, a volte talmente bravo da risultare un po’ troppo gigione e teatrale. Alessio Boni è in forma smagliante, come da tempo non si vedeva, senza dimenticare il grande Jean Reno nei panni dello pisichiatra, e Michaela Cescon nei panni della poliziotta locale che con una divisa extralarge e un cappello d’ordinanza improbabili ci porta alla memoria Frances McDormand, vincitrice dell’Oscar con “Fargo” dei f.lli Coen.

Spesso succede che gli adattamenti cinematografici di grandi capolavori letterari non siano all’altezza del libro. Non è il nostro caso, il film è veramente ben fatto e non ha deluso le aspettative. Nella stessa giornata ho visto su Sky Cinema “American Pastoral” con Ewan McGregor, tratto dal capolavoro omonimo di Philip Roth, uno dei miei libri preferiti: ecco, stendiamo un velo pietoso!

Concludo con una frase emblematica dell’ispettore Vogel (Toni Servillo):”La giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno. La gente vuole un mostro… E io le do quello che vuole.

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