Romanzo Criminale


“Romanzo criminale”,
tratto
dal best seller scritto dal giudice Giancarlo De Cataldo, racconta l’epopea criminale della banda della Magliana che a cavallo degli anni ’70/’80 riuscì a dominare i traffici illeciti della capitale. A dirigere il film un ottimo Michele Placido, che, messa da parte una certa autorialità (quella dei suoi due precedenti e discussi film), ha dato prova di poter essere un grande regista.

In questo, per la verità, è stato aiutato da un grande e variegato cast d’attori, tutti in ottimo forma, che va da Stefano Accorsi a Kim Rossi Stuart a Jasmine Trinca a Pierfrancesco Favino a Claudio Santamaria, per nominare solo i più importanti, oltre che da mezzi tecnici forniti da una megaproduzione composta da Cattleya e Warner Bros.

Il Libanese (Favino), il Freddo (Rossi Stuart), il Dandi (Santamaria). Il film racconta le gesta e le audaci imprese di questi eroi, o meglio anti-eroi. Dalle prime piccole rapine alla conquista di Roma. Il grande salto viene fatto nel ’77 quando la piccola banda, capeggiata dal Libanese, sequestra il barone Rossellini (il duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere) ottenendo un riscatto di tre miliardi di lire.

Durante la spartizione del denaro il Libanese riesce a convincere il resto della banda a dividere solo 500 milioni, il rimanente dovrà essere invece utilizzato per organizzare un’azione in grande stile atta a far saltare il banco, cioè distruggere ed accorpare le altre bande ed avere il controllo criminale di tutta Roma. Il piano riesce alla perfezione, la banda diventa una vera potenza criminale, i tre amici sono temuti e riveriti da tutti, il denaro corre a fiumi e le attività illecite si moltiplicano.

Sulle loro tracce c’è il solerte commissario Scialoia (Accorsi), che molto si impegna, ma molto fatica per incastrare i capi della banda, essendo questi ben protetti da faccendieri e personaggi oscuri, oltre che da elementi mafiosi loro alleati.

Il potere e la ricchezza però a volte fanno brutti scherzi, ecco allora che …

Il libro “Romanzo criminale di De Cataldo era un bel tomo di 630 pagine dense di avvenimenti incalzanti, piena di storia criminale di un bel pezzo d’Italia degli anni 70 e 80. Bisogna quindi dare atto ai sceneggiatori Rulli e Petraglia di essere riusciti a tradurre con grande professionalità una simile opera.

Il film corre via veloce per due ore e mezza tra le location create nel tempo e fotografate con maestria da Luca Bigazzi, il montaggio serrato di Esmeralda Calabria, mentre Placido filmava una Roma vista un po’ di traverso, in effetti è difficile ricostruire gli anni ’70 nella Roma caotica attuale. Comunque bravo lui e i suoi collaboratori.

A mio modesto parere però, la parte forte del film è il cast, variegato ma molto compatto e corale. Placido ha riunito le migliori risorse di una generazione, alcune già affermate, altre in fase di ascesa. E non solo i protagonisti già citati sopra, ai quali c’è da aggiungere la bellissima attrice franco-greca Anna Mouaglis, già icona di Chanel, ma anche figure di secondo piano, qui ben caratterizzate: dal “Nero” di Ricardo Scamarcio al “Teribile” di Popolizio,dal “Sorcio” di Elio Germano al “Bufalo” di Francesco Venditti, alla figura di faccendiere ben interpretata da Gianmarco Tognazzi e molti altri, tutti veramente bravi e all’altezza dell’opera.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome