Sherlock Holmes – Gioco di ombre

Una scena del film

Dopo la straordinario successo di “Sherlock Holmes” del 2009, il regista inglese Guy Ritchie ritorna con il sequel, il divertente e avventuroso “Sherlock Holmes – Gioco di ombre“, sempre con protagonisti gli straordinari Robert Downey Jr. nei panni di Holmes e Jude Law in quelli del dr. Watson. Nei primi giorni di uscita natalizia ha già sbaragliato la concorrenza come presenze ai botteghini.

La pellicola è liberamente tratta dal racconto “L’ultima avventura” di sir Arthur Conan Doyle, e i fatti si svolgono un anno dopo gli eventi del primo film, e si imperniano sulla disfida tra Sherlock Holmes e l’eminente professor Moriarty che rappresenta una pericolosa controparte per Holmes non solo sul piano strategico, ma anche su quello intellettuale per non dire … fisico.

Quando il principe erede al trono d’Austria viene trovato morto, le prove raccolte dall’Ispettore Lestrade puntano al suicidio. Ma Sherlock Holmes deduce che il principe è stato assassinato e quindi prosegue nelle indagini fino a quando in un club per soli uomini, mentre, insieme al fratello Mycroft Holmes, sta festeggiando l’addio al celibato di Watson, incontra Sim, una zingara cartomante, che vede più di quanto svela e il cui coinvolgimento involontario nell’omicidio del Principe la rende un ottimo futuro bersaglio.

Holmes riesce a salvarle la vita con un colpo di fortuna, e in cambio la donna accetta di aiutarlo. Le indagini prendono una piega ancor più pericolosa mentre Holmes, Watson e Sim attraversano l’Europa – dall’Inghilterra alla Francia, alla Germania e infine in Svizzera, dove il perfido Moriarty ….

Come il primo epidosioSherlock Holmes – Gioco di ombre” è un film spettacolare e godibilissimo, pieno di effetti speciali e siparietti comici, soprattutto nei travestimenti di Holmes. Tecnicamente parlando una pellicola estremamente impegnativa, essendo in buona parte una storia on the road, su è giù per l’Europa con diversi mezzi di locomozione: treni, cavalli e altro ancora. In effetti i momenti più spettacolari sono proprio una serrata sequenza ambientata su un treno in corsa e una sparatoria nel bosco piena di ralenti alla Matrix.

Il montaggio, veloce e calzante, e l’infarcitura di effetti speciali rendono il film esteticamente accattivante, non riuscendo però a nascondere completamente una sceneggiatura alquanto esile, ed è solo grazie alla bravura degli attori, i due protagonisti sopra tutti ma anche il redivivo Stephen Fry, che la pellicola raggiunge un livello più che discreto.

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