The Imitation Game: storia di un genio dimenticato

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Benedict Cumberbatch
Tempo di lettura: 3 minuti

Era il futuro, non solo il destino della seconda Guerra mondiale il suo vero orizzonte, l’utopia rincorsa senza incertezze, il desiderio più alto di uno scienziato quello perseguito da Alan Turing, il matematico inglese che decriptò Enigma, sviluppata da Arthur Scherbius dal 1918, orgoglio tedesco al servizio della produzione bellico-industriale, successivamente modificata per sfuggire alla caccia di un altro matematico dei servizi polacchi, Marian Rejewski.

Furono le sue teorie, in quegli anni Trenta e Quaranta martoriati dalla storia, a porre le basi per l’avvento dell’era dei computer.

La stessa mela morsicata della Apple, la leggenda racconta che sia stata scelta in suo onore (Turing morì, probabilmente suicida, mangiando una mela avvelenata con cianuro).

Cupertino non ha mai avvalorato quel tributo, ma di certo fu Alan Turing a concepire e realizzare alla fine degli anni Quaranta il primo “cervello elettronico”, il celebre Mark 1, all’Università di Manchester.

Qualche anno dopo arrivò quel Christopher, a Bletchley Park, con il quale riuscì a decriptare la macchina Enigma con cui tedeschi si scambiavano le informazioni.

I suoi studi sull’intelligenza artificiale tutt’ora informano il dibattito sulla possibilità di una coscienza, di un pensiero, di una capacità di scelta delle macchine.

C’è insomma tutto il nostro presente e il nostro futuro nel bellissimo film del regista norvegese Morten Tyldum The imitation game , adattamento cinematografico della biografia Alan Turing. Una biografia scritta da Andrew Hodges nel 1983.

Il film (da non perdere sia per la ricostruzione storica sia per la vicenda umana del suo protagonista) racconta con qualche libertà la parabola di vita di Turing ma soprattutto il lavoro per decriptare Enigma, aiutare gli Alleati a sconfiggere Hitler, chiudere la seconda guerra mondiale almeno un paio d’anni prima e risparmiare al mondo milioni di altre vittime.

Turing permise agli alleati di conoscere i piani delle forze dell’Asse e avere più facilmente la meglio sugli italiani nel Mediterraneo, sui tedeschi in Africa, di sfuggire all’agguato dei sottomarini del Reich nell’Atlantico.

Nel film Turing ha il volto inquieto e al tempo stesso inespressivo di Benedict Cumberbatch, attore inglese in grande ascesa. Lo affianca una brava e tenera Keira Knightley.

Il film ha fatto incetta di nomination agli OscarOtto in tutto fra cui miglior film, miglior regista, migliore attore protagonista, migliore attrice non protagonista.

Alan Turing è stato per molti, troppo anni un genio volutamente dimenticato. Perché era un gay. E perché la Gran Bretagna forse si vergognava dell’omofobia che in quei decenni l’ammorbavano.

Il crimine dell’omosessualità è stato infatti cancellato in Gran Bretagna  solo nel 1967. E fino a quell’anno i condannati per omosessualità nel Regno Unito erano stati 50mila.

Il mea culpa dei britannici, per molti anni silenzioso omaggio, iniziò nel 1994 a Manchester dove venne intitolata allo scienziato una strada, la “Alan Turing Way”.

E  il 23 giugno del 2001, giorno del compleanno di Turing, a Sackville Park comparve una statua del matematico, seduto su una panchina.

A Londra il 4 dicembre 2014 l’ultimo vero e grande omaggio: l’annunciata nascita dell’ Alan Turing Institute for Data Science che, con un investimento da 42 milioni di sterline, sarà ricavato all’interno della British Library. Sarà un centro studi di livello internazionale con 35 partner tra università, istituzioni culturali, di ricerca, scientifiche e media.

Una curiosità: la macchina Enigma utilizzata da Turing è custodita al Museo delle scienze di Londra.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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