The new world

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Una scena del film
Tempo di lettura: 2 minuti

Terrence Malick (1943) è uno dei registi più atipici e schivi del panorama cinematografico mondiale. Una specie di leggenda vivente, con soltanto tre film all’attivo in oltre trent’anni di carriera. Ora, dopo sette anni da “La sottile linea rossa”, torna nelle sale con “The new world – Il mondo nuovo”, con Colin Farrel e Christian Bale, un bel film avventuroso, storico, romantico, che ci riporta alla leggendaria storia d’amore tra Pocahontas, la bellissima principessa indiana, e il capitano inglese John Smith.

Nel 1607 tre navi inglesi attraversano l’oceano approdando sulle coste dell’attuale Virginia, alla foce del fiume James. La maggioranza dei pellegrini è aristocratica e poco incline alla dura vita del mondo nuovo. A capo della spedizione, dopo alcune divergenze con il comandante Newport (Plummer), viene posto John Smith (Farrel) che, dopo aver stretto legami con i nativi Powhatan, incontra la principessa Pocahontas e se ne innamora.

Dopo uno scontro tra i coloni e i nativi, la principessa viene scacciata dal padre, rea di avere aiutato i bianchi. Pocahontas va a vivere tra i coloni, ma Smith rinuncia al suo amore e parte per altre missioni. La principessa cade nello sconforto più totale, e per un po’ di tempo si chiude in se stessa. L’arrivo del virtuoso John Rolfe, proprietario terriero, riesce poco a poco a darle fiducia nella vita, fino a quando ….

Terrence Malick, come il grande Kubrick, realizza una pellicola ogni morte di papa, però non sbaglia un colpo. Anche in “The new world” sfodera tutta la sua tecnica e il suo stile al meglio delle proprie possibilità. Il film è di andamento lento, ma di grande fascino e suggestione. I paesaggi sono di una bellezza straordinaria, la natura è ancora incontaminata: l’eden americano prima dell’arrivo dell’uomo bianco.

Malick è bravissimo con la sua cinepresa a riprendere tutto questo ben di dio, a renderci con le immagini un ambiente magnifico, a tratti ipnotico, con inquadrature che sono sempre alla ricerca costante di spazi e particolari vergini. Quindi un plauso va pure al direttore della fotografia, Emmanuel Lubezki, che rievoca con maestria i contrasti cromatici della natura selvaggia, opponendola ai toni freddi e asettici della civiltà dei bianchi.

Il cast d’attori diretto da Malick è di primordine, da Colin Farrel a Christian Bale a Christopher Plummer. Ma è la giovanissima Q’Orianka Kilcher la vera rivelazione del film, che con la sua fulgida ed acerba bellezza, l’innocenza e il candore delle sue passioni, sovrasta il resto della compagnia.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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