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L’idea del perfezionamento dell’uomo.
A questo concetto pare convergano le circa duecentoquaranta pagine monografiche di un’iniziativa editoriale che riassumono, in una dotta dissertazione culturale, quanto, della tradizione massonica, possa essere considerato alla base di una ideale risoluzione argomentativa valoriale, appurata, naturalmente, nella migliore accezione esplicativa di quella corrispondente programmatica che è attribuita ad una fraterna vocazione universale.

Il prof. Giuliano Di Bernardo, ritorna, fra l’altro, sulla tematica qui affrontata, per il tramite dell’edizione ampliata ed aggiornata dell’opera “Filosofia della Massoneria e della tradizione iniziatica”, proposta nel solco della riuscita ed apprezzata stampa, pure realizzata per la “Marsilio editori”, della diffusa versione tipografica di un pregresso volume, significativo di un simile approfondimento, imperniato sullo studio di questa antica forma d’aggregazione iniziatica, celata da una ritualità simbolica.

di Luca QuaresminiUna disamina storica, dedicata alla documentata realtà massonica in Italia, nella fattispecie che è focalizzata nel particolare riferimento degli anni compresi dal 1990 al 2015, contestualizza, mediante l’efficacia di una contemporaneità vissuta per il tramite di una qualificata esperienza diretta, il contenuto assertivo messo in luce dalla competenza personale di una autorevole testimonianza altrettanto culturalmente implicata nell’esposizione dei successivi otto capitoli del libro dove sono divulgate le principali parti fondanti della massoneria stessa.

A proposito di queste essenziali componenti costitutive, intese a carico dell’ermetica materia esaminata, come, fra altre considerazioni, scrive, nel merito delle stesse, l’autore, già, pure, dal 1990 al 1993, “Gran Maestro” del “Gran Oriente d’Italia”, “Il presente libro vuol essere un primo contribuito nella direzione della loro interpretazione e della sistemazione razionale del pensiero massonico. L’esigenza di tale lavoro di ricognizione e ricostruzione teorica è, d’altra parte, di particolare attualità in un momento storico come il nostro, in cui, accanto al desiderio di andare alle origini del pensiero massonico, si sente anche l’esigenza di assicurare a esso contorni precisi, tali da renderlo conoscibile dalle attuali generazioni, tramandabile alle generazioni future, e non confondibile con altri che con l’identità massonica non hanno nulla a che fare”.

Tale specifica identità è presentata, attraverso pertinenti piani d’osservazione, dal prof. Giuliano Di Bernardo, pure fondatore della “Gran Loggia Regolare d’Italia” nel 1993, dell’Accademia Internazionale degli Illuminati nel 2002 e del “Dignity Order” (Ordine per la difesa della dignità dell’uomo) nel 2011, mediante l’esposizione delle aree d’interesse rispettivamente sviluppate nelle parti strutturanti l’ossatura capitolare del libro, facendo seguire, ad una introduzione relativa ad un quarto di secolo della massoneria italiana, congiunto al periodo rasente l’edizione del volume stesso, l’articolato ragionamento sulle poliedriche espressioni rappresentative della composita realtà analizzata, sviscerando quanto attinente “La concezione massonica dell’uomo”, “I simboli della massoneria”, “La morale laica massonica”, “Le Costituzioni massoniche” ed il ragionato raffronto contenutistico  trattato per un interessante svelamento, contestualmente alle possibili congruità intercorrenti fra  “Massoneria e religione”, “Massoneria e misticismo”, “Massoneria, positivismo e scienza”, “Massoneria e Chiesa Cattolica”, “Massoneria e Stato”, fino a giungere alla conclusione della pubblicazione con un apposito capitolo riepilogativo, seguito, a sua volta, sia da una particolareggiata bibliografia che dall’indice dei nomi e da quello analitico.

Per cercare di evidenziare la natura di ciò che lega fra loro le diverse prerogative d’indagine accennate, si evince nel libro che, per l’autore, “la quintupla “Libertà, Tolleranza, Fratellanza, Trascendenza, Segreto Iniziatico”, comprensiva degli elementi basilari dell’antropologia massonica, costituisca la fonte da cui enucleare i principi etici fondamentali della Massoneria, principi da ritenersi irrinunciabili per ogni massone al di là delle differenze culturali e storiche che la loro applicazione può comportare.”

Differenze che la storia ha, comunque, modellato nell’ambito di un proprio progressivo avvicendamento sostanziale, intervenuto attorno alle radici storicamente attestanti i primordi di una abile consorteria di scalpellini e di costruttori, sensibili alle valenze simboliche ed iconografiche di elevate ispirazioni applicate alla materia lavorata, per proporzionarvi la dimensione prospettica di ammirate e di solide ideazioni, giungendo, in seguito, al sodalizio, oggi non più semanticamente empirico ed operativo, ma culturalmente speculativo, posto alla sequela della tradizione ereditata nel condensato metaforico di un metodo rivolto, per gradi, a perseguire, invece che architetture e pertinenze in muratura, la costruzione di un edificante equilibrio di valori, mediante l’inclusione armonica di ciò che può essere utile all’uomo mediante l’esercizio di una riflessione simbolica.

Costante riferimento, sopravvissuto al cambiamento, è la persistenza del “principio trascendente”: “Il Dio dei massoni operativi è il Dio cristiano inteso ontologicamente. Ciò appare chiaro se pensiamo al fatto che, mentre la Chiesa esercitava una funzione di controllo sull’operato dei costruttori delle cattedrali, l’unica fonte di ispirazione di questi era la religione cristiana, in tutte le sue differenti manifestazioni, sia antiche che moderne. Il Grande Architetto dell’Universo, in definitiva, era il Dio cristiano. Ancora oggi esistono Logge che lavorano operativamente e identificano la trascendenza con il Dio cristiano. La situazione cambia radicalmente quando si entra nella fase della Massoneria speculativa che coincide con le sue origini moderne. L’ammissione nel Tempio degli “accettati”, portatori di un crogiuolo di ideali non sempre armonici anche se tutti contrari al dogmatismo ed all’ortodossia, predispone la Massoneria nascente al deismo”.

Quest’ultima definizione, quale teoria filosofica-religiosa, paragonabile alla concezione del “Dio Ignoto”, citato da san Paolo nell’areopago ateniese quando, nella sua predicazione, tale erma vuota era stata da lui strumentalmente considerata, perchè, nel pensiero pagano dei suoi uditori, potesse farsi strada la figura di Gesù Cristo a cui assegnarla, è,  per sua natura, riferibile alla presenza di “un principio razionale divino”, come primordiale entità trascendente, senza che se ne sappia di più, come invece accade grazie ad una rivelazione connessa con l’immanente.

“Un tradimento dell’autentica tradizione massonica, ispirata al Dio cristiano”, questa vaghezza deista, ma, nel lasciare al singolo affiliato la personale scelta esclusiva dell’intima adesione ad un credo religioso, sembra che la sua stessa implicita e relativa irriconoscibilità possa aprirsi a quella perdurante prospettiva di fondo per la quale la “Massoneria rappresenta una forma di pensiero orientato verso una verità (non completamente conosciuta poiché avvolta nel segreto) “più ampia”, globale, che non è posseduta, né può esserlo, da nessuna Chiesa in particolare. Le Chiese, si dice, sono per il massone, istituzioni religiose in ognuna delle quali si realizza una modalità particolare di rapportarsi, attraverso forme simboliche di rappresentazione sensibile, a una verità che è sempre più ampia rispetto a queste forme di rappresentazione. Tale verità più ampia caratterizza, invece il pensiero massonico”.

Oltre la forma, entro i binari della quale si esplica una via iniziatica, sia in ambito dogmatico religioso, che nel campo d’una emulazione profana speculare, alla incognita misura trascendente di un principio regolatore a cui poter tendere esotericamente, l’autore precisa che “(…) Il bene è concepito in generale dal massone come bene per l’uomo, ove l’uomo è definito anche dal suo rapporto ideale di tensione verso la trascendenza. E’ a questo punto che interviene in maniera decisiva il quinto elemento della quintupla antropologica. L’immagine dell’uomo che vi è descritta non può prescindere dalla dimensione trascendente, per cui è assolutamente indebito attribuire alla Massoneria una concezione dell’uomo ridotto alle sue condizioni di vita biologica. L’assiologia massonica riconosce nell’uomo, accanto ai valori vitali e dell’utile, anche i valori più alti dello spirito, in quanto lo concepisce proiettato verso un dover essere anche spirituale. Si potrebbe discutere se tra tali valori vi siano anche quelli religiosi. E’ vero che la Massoneria non li include, nel senso che non li ritiene costitutivi della sua antropologia, ma neppure li esclude, giudicandoli appartenenti a una dimensione estranea alla propria sfera di interesse e di competenza”.

In quello che, nella sua dialogica specificità d’insieme, appare nella sbrogliata matassa di una riflessione evocativa, fra altri aspetti, della profondità d’idee e di informazioni sperimentabile, con altri spunti d’analisi, nel contenuto del libro dove, ad una esplicitata  constatazione si fa strada un relativo pronunciamento di interpretazione, l’autore, riguardo l’argomento sopra menzionato, sembra aprire uno spiraglio dinnanzi ad uno stratificato cristallizzarsi di posizioni, nello scrivere, pure, che “Chiesa Cattolica e Massoneria si trovano, infatti, nello stesso ambito nel difendere i valori morali e spirituali, improntati alla trascendenza, (anche se intesa diversamente), contro ogni manifestazione del materialismo e dell’ateismo, i quali rappresentano, nel mondo contemporaneo, le cause principali di quella crisi dei valori che disorienta e opprime le nuove generazioni. Il superamento dei mali del mondo in cui viviamo richiede un progetto cui partecipino tutti coloro i quali perseguano il bene dell’umanità indipendentemente dalla diversità dei principi etici condivisi”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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