Padernello, Brescia. Martedì 2 giugno il ponte levatoio dell’antico maniero di Padernello si è abbassato per dare epilogo alla favola, misteriosa, affascinante e quasi irreale che lo circonda, inizia così il nuovo capitolo per il castello di Padernello, del dopo coronavirus, che ha costretto la chiusura del luogo simbolo della Bassa bresciana e della cultura del territorio e non solo.

Al castello si è lavorato per la sanificazione dei luoghi e per avere tutti i dispositivi di sicurezza necessari. 

Ora è possibile visitare il Castello previa prenotazione.

La Fondazione si è costituita nel 2005 con l’obiettivo di restaurare e gestire il Castello di Padernello, e da allora non si è mai fermata. Il recupero della struttura è diventato motore per il rilancio del turismo e della frequentazione del territorio con migliaia di visitatori e partecipanti alle attività culturali. Non solo. Negli ultimi anni si è posta l’obiettivo di stimolare le opportunità lavorative attraverso lo sviluppo di attività di economia circolare.

Il Castello è un luogo del cuore anche per il regista Giorgio Diritti che ci scrive:  “Padernello é un piccola magia nella bassa Bresciana. Ha il sapore  di un favola sospesa, di quelle di quelle particolari di cui quando leggi,  non capisci ancor bene il mistero, e  se quel racconto sarà  intriso di paura di magia o di allegria.  È un posto che  in questa sensazione mi ha trasferito  ha anche un importante valore visivo ed emotivo. Per questo ho sentito subito il desiderio di girarvi delle scene di un film e quando stavo sviluppando il progetto di Volevo Nascondermi — il film su Toni Ligabue — quelle sensazioni hanno preso corpo ulteriormente.

È un castello di pianura che in autunno puoi trovare avvolto dalle nebbie, è parte di un borgo in cui respiri ancora come nel suo cortile interno  le sensazioni del vivere nel  passato, ma si apre anche a spazi nobili  importanti. Un luogo da incontrare nella vita.

Al film di Giorgio Diritti Volevo nascondermi — girato anche a Padernello — va il “Nastro dell’Anno” 2020, riconoscimento che il Direttivo dei Giornalisti Cinematografici assegna scegliendo un’opera che merita una particolare sottolineatura di eccellenza. Sempre al film va il Nastro dell’Anno a Palomar e Rai Cinema per la produzione, a Giorgio Diritti per la regia e alla performance di Elio Germano.

Il Castello di Padernello aderisce all’iniziativa del FAI I Luoghi del Cuore I luoghi che ti hanno regalato un’emozione. Tutti insieme possiamo salvarli. Se il Castello di Padernello è per te un luogo del cuore, vota –> qui.

Inoltre possiamo sostenere la cultura  sostienendo la  Fondazione contribuendo al progetto del Castello di Padernello: diventa socio della Fondazione Castello di Padernello.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.