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Concesio, Brescia. Annullare le barriere e le differenze è la volontà che sale sul palcoscenico con il nuovo appuntamento con Sconfiniamo, il programma di sensibilizzazione del territorio del progetto SPRAR/SIPROIMI Valle Trompia Accogliente, che mercoledì 31 luglio all’ Auditorium Scuola Media San Vigilio alle ore 21 andrà in scena con “Fiori dal deserto”. Ingresso libero.

“Fiori dal deserto” è l’esito di un laboratorio teatrale condotto da Carlo Sanna, con la drammaturgia di Alessandro Brentana, che racconta storie diverse, raccontate, scambiate, immaginate, fino a giungere assieme in una sorta di dimensione parallela, dove cadono le barriere culturali e si annullano le differenze.

I protagonisti della rappresentazione partono per una terra lontana, lasciando alle spalle un luogo in cui non possono tornare, davanti a loro il desiderio di una vita migliore. Il viaggio è lungo e per affrontarlo devono essere leggeri e lasciare ogni oggetto, ogni ricordo. Arrivati a destinazione dovranno confrontarsi con un mondo burocratico, che racchiude le loro identità in moduli e caselle, li riduce a sequenze di lettere, numeri e date.

La possibilità di ricordare chi sono e di immaginare un’altra vita verrà dall’incontro con le persone del luogo.

Nel laboratorio i partecipanti hanno sperimentato un’espressività senza eccessivi vincoli culturali, abbattendo stereotipi fino alla creazione di materiali espressivi coerenti con i temi esplorati: i fenomeni migratori di oggi, l’incontro, l’accoglienza, l’identità. Con Ditta, Giulia Sedaboni, Ibrahima Bah, Martina Prandelli, Lamine Toure, Emi Filippini, Ernest Okogua, Stefania Mancini e Raffaella Tiziano.

L’iniziativa è inserita in “Sconfiniamo”, ovvero il programma di sensibilizzazione del territorio del progetto SPRAR/SIPROIMI Valle Trompia Accogliente che vede come capofila Comunità Montana di Valle Trompia e come enti gestori Cooperativa Sociale Il Mosaico e Cooperativa Infrastrutture Sociali. Il progetto vuole portare all’attenzione della cittadinanza i temi delle migrazioni forzate e dei sistemi di accoglienza per persone richiedenti e titolari di protezione internazionale.

L’obiettivo è quello di aprire un confronto tra gli attori dell’accoglienza e i cittadini per contribuire all’abbattimento di stereotipi e pregiudizi affrontando in maniera franca opportunità e problematiche che il fenomeno delle migrazioni forzate porta con se e cercando di trovare risposte possibili e favorire i processi che portano le persone richiedenti e titolari di protezione internazionale verso un’autonomia e un’integrazione nella comunità.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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