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Si fa presto a dire paura! Nicoletta mi scrive perché la nuova gattina è schiva e non si lascia facilmente avvicinare, Melania mi chiede quali sono i fiori di Bach per gatti paurosi… Cos’è che spaventa di più il vostro animale? Perché si nasconde, trema, rizza il pelo o mette la coda fra le zampe?

La paura può avere molti nomi diversi, e se stiamo parlando di un gatto, sarà meglio che lui non ci senta descriverlo come un “micio pauroso”. Animale orgoglioso per natura, potrebbe offendersi: può al limite essere prudente, troppo cauto, nel peggiore dei casi timoroso. Ma pauroso, è un’offesa bella e buona!

Qualunque sia la causa, il nostro animale si comporta come se fosse spaventato, e noi ne soffriamo perché vorremmo vederlo sereno, felice, inserito nell’ambiente familiare. Come comportarci? Innanzitutto mai forzarlo a fare ciò che non vuole: otterremmo un rifiuto ancora più forte.

Se la sua paura è legata ad un oggetto (pettorina, aspirapolvere, scopa, ciotola nuova…), proviamo la tecnica della “marcatura positiva”: lasciatelo a disposizione dell’animale in modo che possa essere avvicinato, esplorato, annusato. Lasciate anche dei bocconcini premio attorno all’oggetto: in questo modo comincerà a diventare più “simpatico”. Un po’ alla volta poi cominciate anche ad usarlo, continuando sempre a premiare l’animale se si mostra tollerante e tranquillo.

Fra tutti i rimedi naturali, sicuramente i fiori di Bach sono quelli che più si prestano ad affrontare le diverse emozioni nascoste dietro ad una semplice “paura”. Scegliete i più adatti al vostro animale e fatevi preparare una miscela pronta per essere somministrata!

Mimulus è il fiore per chi ha paure legate a qualcosa di specifico: un oggetto, un animale, il veterinario, gli uomini col cappello! L’animale Mimulus appare timido, si nasconde e cerca appoggio e rassicurazioni dal suo umano di fiducia.
Aspen invece è adatto a chi sembra avere paura di tutto e chiunque, senza motivo, senza causa, senza che possa esserne compresa la ragione. In pratica, Aspen è l’ansia allo stato puro.

Se dalla paura passiamo al panico, al terrore che immobilizza e non permette di reagire, allora il rimedio giusto è Rock Rose. Questo fiore è contenuto anche nel Rescue Remedy, che dovremmo tenere sempre a portata di mano, e somministrare in tutte le situazioni stressanti e improvvise: dal viaggio in auto, all’incidente inaspettato, alla visita dal veterinario.

A volte la paura è causata da un cambiamento indesiderato, anche se positivo, che l’animale è costretto ad affrontare suo malgrado: un trasloco, l’adozione in una famiglia nuova (come nel caso di Nicoletta), l’arrivo di un altro animale nel gruppo, anche semplicemente il cambio dei mobili o del colore delle pareti in casa. In questo caso il rimedio floreale Walnut taglia i legami col passato e prepara alla vita nuova.

Centaury è per gli animali troppo sottomessi agli altri, Beech per quelli che fanno fatica a socializzare, Star of Bethlehem se la paura deriva da qualche evento traumatico che l’animale non riesce a superare.
E il vostro animale, che tipo di paura ha?

Leggi anche l’articolo: Peluscia e le sue paure sconosciute.

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Tiziana Cremesini
Naturopata, per persone o per animali ? Molti me lo chiedono… Io non vedo differenza, non vedo il confine: in quanto Naturopata, ritengo di dovermi prendere cura di ogni creatura allo stesso modo, e con la stessa attenzione.

5 Commenti

  1. Interessante, grazie io uso da sempre i fiori di bach guna per me ma non avevo idea potessero essere dati anche agli animali. Vorrei chiederti se è possibile utilizzarli anche per altre questioni o solo per la paura e nel caso come potrei capire qual è il rimedio da adottare? Ci sono test specifici che posso fare con il mio cane? Grazie

    • Buongiorno Federica, come già anticipato da Macri Puricelli, i fiori possono essere utilizzati per qualsiasi emozione che risulti di difficile gestione. Lo stesso Dott. Bach divise i rimedi scoperti in sette diversi gruppi: paura, incertezza, scarso interesse per il presente, solitudine, scoraggiamento, preoccupazione, ipersensibilità alle idee. Esiste in effetti la possibilità di effettuare dei test kinesiologici attraverso il “proprietario” dell’animale, ma personalmente trovo questi test davvero poco attendibili. Il modo migliore per sceglierli è l’ascolto empatico: imparare a comprendere l’animale attraverso l’osservazione e la comunicazione non verbale. Per aiutarti, ti consiglio di acquistare un libro di facile comprensione, per una prima conoscenza dei rimedi. Nel mio sito https://www.tizianacremesini.it potrai trovare tante altre informazioni sui fiori di Bach, e in caso di necessità non esitare a contattarmi! Tiziana Cremesini

  2. Buonasera, leggo l’articolo con molto interesse.
    Ho una gatta di tre anni e mezzo, adottata piccolina da un’associazione che recupera gatti randagi. L’ho prelevata con il mio compagno ma penso che solo in me trovi un suo “simile” in quanto sono solo io che mi metto a quattro zampe per farla giocare, mi atteggio a gatta per azzuffarci e via dicendo, oltre a viziarla con pappa buona, cure e tutto il resto che è giusto che un animale in generale riceva!
    Per lavoro torno a casa in prima serata mentre il mio compagno essendo in pensione passa molto più tempo con lei.
    E’ questo il problema: la micia sembra cercarmi non appena vado via. Si annoia perchè non ha una persona che impegni un po’ di tempo con lei in giochi e scherzi.
    Il mio compagno non ha pazienza e quindi viene in un certo senso trascurata (non basta cambiarle l’acqua, la pappa, pulire la lettiera, ecc. L’animale vuole ben altre attenzioni che lui non gli da non per cattiveria ma perchè non ha la mia stessa passione per i gatti). La micia quindi miagola parecchio, lo cerca per giocare ma non si fa prendere, lo disturba se al computer, ecc. ecc.
    Mi vedo quindi costretta a chiederLe un parere sull’utilizzo o meno dei Fiori ed in particolare di quale che possa aiutare la mia micia Sophie a “sopportare” la mia mancanza, ad annoiarsi meno, ad essere meno ansiosa dando sfogo a miagolii…
    Grazie per la cortesia.

    • Buonasera Mariacristina, quella di cui mi parla è una situazione che conosco bene. Capisco quando dice che non tutti hanno la nostra stessa passione per i gatti: di sicuro non tutti sanno comprendere le loro esigenze emotive, oltre a quelle fisiologiche. Il tempo però mi ha portato a chiedermi se davvero il mio modo di approcciarmi ai miei mici fosse il migliore, o comunque se fosse l’unico necessario. Ho la fortuna di condividere la vita (oltre che i gatti!) con un compagno gattaro quanto me, che con loro però ha un rapporto molto diverso dal mio. Io sono più sensibile e più attenta alla comunicazione non verbale, lui è più portato per i giochi e più presente nelle necessità quotidiane. Chi di noi è più bravo? Nessuno dei due! Sono certa che i nostri gatti hanno bisogno delle attenzioni diverse di entrambi, proprio come possono essere diversi una mamma e un papà.
      In passato però ho avuto un compagno che, un pò come nella situazione da lei descritta, era “presente ma distaccato”. Insieme avevamo adottato una gattina bisognosa di tante attenzioni, che lo importunava continuamente, con coccole, strusciate e miagolii che purtroppo non le facevano raggiungere l’obiettivo.
      Heather è il fiore per chi vive male la solitudine, che cerca di alleviare attraverso il dialogo, spesso esagerato. Può essere unito a Chicory, il rimedio per chi è soffocante e richiede troppe attenzioni. E magari Star of Bethlehem, per portare consolazione a quest’anima così bisognosa di essere rassicurata!
      Provi e poi mi faccia sapere, buona fortuna!
      Tiziana

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