Val Camonica, Brescia. I migliori formaggi di alpeggio della Valle Camonica in un concorso unico: Fiormaggi, ideato con l’obiettivo di valorizzare i prodotti caseari di malga e far conoscere ai consumatori l’agricoltura e l’allevamento  sostenibile.

Il nome del concorso, “Fiormaggi”, intende unire due eccellenze della Valle Camonica: i prodotti di qualità che “nascono” nelle malghe e la biodiversità straordinaria di un territorio designato due anni fa dall’Unesco come Riserva della Biosfera, grazie alla più alta concentrazione botanica d’Europa.Un’antica tradizione, ancora radicata nel presente e con lo sguardo rivolto al futuro. Gli alpeggi restano una risorsa preziosa per le comunità montane: in queste strutture viene svolto un lavoro impegnativo e faticoso ma di qualità, dove gusto, profumi, aromi e sapori sono risultati inimitabili che rappresentano una montagna davvero “viva”.

La qualità dei formaggi d’alpeggio esalta le competenze casearie dei malghesi tramandate di generazione in generazione e il desiderio di proporre sempre prodotti genuini e sani, che non dovrebbero mai mancare sulla tavola del consumatore. Negli anni è stato scoperto che il latte d’alpeggio ha un valore nutrizionale più elevato ed un maggiore contenuto di composti in grado di conferire aromi diversi.

Ma c’è una motivazione in più: scegliere un formaggio d’alpeggio è anche un modo per aiutare l’ambiente e valorizzare un territorio. Dalla volontà di far scoprire e riscoprire questa filiera corta nasce Fiormaggi, prima edizione di un concorso riservato ai formaggi di malga ottenuti con latte fresco vaccino, ovino o caprino, da animali al pascolo brado o semibrado.

Un prodotto che rappresenta a pieno titolo un territorio speciale come la Valle Camonica. Che, vista la sua estensione, è caratterizzata da una fitta rete di malghe e alpeggi, e da un paniere di formaggi unici.

L’impiego di latte o crema crudi necessita di una razionale gestione di materie prime e processi, al fine di coniugare qualità e sicurezza con tecniche tradizionali di lavorazione. Parallelamente, la tutela dell’ambiente in cui si trovano le malghe impone l’adozione di strumenti che permettano di ridurre al minimo l’impatto ambientale. Dunque tradizione, qualità e sicurezza alimentare che devono necessariamente essere coniugate con la sostenibilita ambientale, nell’ottica di garantire la permanenza di questa attività antropica tradizionale e la conservazione dell’ambiente e del paesaggio culturale in cui si realizza.

Se l’Arte rupestre, che rappresenta la perla del patrimonio storico-culturale della Valle Camonica, nel 1979 è stato il primo sito italiano ad essere inserito nella lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, non va dimenticato che nel 2018 è stata designata, proprio dall’Unesco, Riserva della Biosfera, in virtù della più alta concentrazione botanica d’Europa.

Il territorio della Valle Camonica e dell’Alto Sebino si estende per circa 1.360 chilometri quadrati, dal ghiacciaio dell’Adamello al lago d’Iseo, coinvolgendo un bacino di 45 Comuni, e si distingue proprio per il significativo e diffuso patrimonio forestale e rurale connesso alle attività e alle filiere agro-silvopastorali.

E’ proprio partendo dal concetto di biodiversità che è nato questo concorso, in una sorta di “viaggio” che vuole mettere in collegamento, una dopo l’altra, tutte le peculiarità del territorio: dai fiori al cibo, il concorso “Un fiore nel piatto”, dedicato ai ristoratori delle province di Brescia e Bergamo, lo scorso anno ha tagliato il traguardo della sesta edizione, ed ora i formaggi e le malghe.

Fiormaggi, organizzato da PromAzioni360 e Associazione Darfense Agricoltori, su invito del Comune di Darfo Boario Terme e con il coordinamento di Slow Food Valle Camonica, intende proprio premiare e valorizzare questo prodotto del territorio.

Il “debutto” del concorso ha dato risultati eccellenti e inaspettati: sono circa 50 i formaggi in concorso, in rappresentanza di 25 aziende produttrici. Otto le categorie, dedicate alle varie tipologie di formaggi che verranno giudicati da una giuria di tecnici di qualità.

Il patrimonio zootecnico di Valle Camonica e Sebino Bresciano conta 6.500 bovine, per una produzione annua di 33 mila tonnellate di latte. Gli allevamenti conferiscono il latte alle cooperative o trasformano il proprio latte in circa 170 caseifici, di fondovalle o di malga. In molti caseifici di fondovalle e in tutte le malghe viene trasformato esclusivamente latte crudo per produrre formaggi semigrassi (Silter Dop e formaggi a breve stagionatura) e burro con la panna cruda di affioramento proveniente dalla loro lavorazione. Annualmente nel bacino si producono circa 500 tonnellate di formaggi a latte crudo e breve stagionatura, per un valore di oltre 3 milioni di euro, e circa 180 tonnellate di burro da crema cruda per un valore di circa un milione e 400 mila euro. Complessivamente, questi prodotti sviluppano un valore economico pari al 50% del totale originato dalla filiera lattiero-casearia camuna e sebina.

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