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Udine – Provengono da ogni parte del mondo gli artisti che animeranno i palchi del festival “Folkest“, giunto quest’anno alla quarantesima edizione e che si terrà dal 21 giugno al 9 luglio in Friuli Venezia Giulia, con sconfinamenti in Capodistria e Veneto per un totale di 26 località diverse.

Per i suoi primi quarant’anni Folkest vuole fare le cose veramente in grande, con una carovana multicolore piena di artisti che si sposta di villa in villa, di castello in castello, da un borgo rustico all’altro, visitando luoghi della memoria e valorizzando tutta quella musica che, al di là dall’essere tecnicamente folk, world, jazz o cantautorale, pura o contaminata, sappia dare voce alle radici culturali non solo di questo territorio ma di qualsiasi parte del mondo. Travalicare i confini fra le musiche e i generi, facendoci narrare leggende antiche e storie comuni, saghe di eroi e racconti di gente semplice che appartengono a tutti e fanno parte dell’orgoglio culturale dei popoli, ma spesso sono le stesse storie, se pur declinate in lingue diverse che ci raccontano questo nostro vecchio mondo in un susseguirsi di canti provenienti dalla Magna Grecia alla Scozia, dalla Bielorussia all’Irlanda, dalla Sicilia alla Svezia.

Un sentiero di conoscenza, una lunga cavalcata attraverso alcune delle più belle località del Friuli, dove non mancheranno le sonorità e le melodie di ispirazione celtica, una sezione che non manca mai al festival, così come le musiche di confine, dal manouche al balcanico, al klezmer, al blues. Con una finestra sul folk-metal, con uno dei gruppi dell’Est Europa più titolati del settore, i bielorussi Irdorath. Senza dimenticarci della principessa del blues dei Balcani, la bosniaca Amira Medunjanin con il suo chitarrista croato Ante Gelo, o i marchigiani de La Macina, che festeggeranno a Folkest i loro cinquant’anni di carriera, gli istriani Vruja e i piemontesi de La Mesquia e la friulana Serena Finatti, che presenterano il loro nuovo disco prodotto da FolkestDischi.

Torna poi uno degli appuntamenti di punta della kermesse, Suonare@Folkest che per la prima volta quest’anno porterà la sua fase finale a Spilimbergo. Oltre alle esibizioni in concerto dei gruppi qualificati, lunedì 9 luglio è in programma la finalissima, ripresa integralmente dalle telecamere dei programmi della Sede Rai del Friuli Venezia Giulia, con la presenza sul palco come conduttore il noto autore e giornalista di Rai Radio1 Gianmaurizio Foderaro. Ospite d’onore della serata l’artista sarda Daniela Pes, vincitrice del Premio Andrea Parodi di Cagliari per il 2017.

Da quest’anno cambierà completamente lo spazio della Torre Orientale a Spilimbergo, che nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 luglio darà spazio ad alcune prestigiose presentazioni editoriali.
Attesi tra gli altri, Adriana Schepis con la sua biografia “Patti Smith – Voglio, ora” che ripercorre la vita della celebre autrice e cantante fatta di continue resurrezioni, colpi di scena, atti di ribellione e imprevedibili svolte. Enzo Gentile e Roberto Crema presenteranno “Hendrix’68 – The Italian Experience” che gli autori dedicano a quella prima e unica volta in cui Jimi Hendrix e i suoi Experience, vennero in tour in Italia, nel maggio 1968: foto inedite, testimonianze di fortunati spettatori, articoli e riviste originali, biglietti e altre memorabilia compongono un caleidoscopio di ricordi nel cinquantesimo anniversario di quel memorabile evento.

Tra gli ospiti più attesi anche Claudio Trotta con il suo “No pasta no show”. Trotta è in assoluto tra i più noti e stimati produttori e promoter indipendenti di spettacoli dal vivo nel mondo che dalla fine degli anni Settanta ha organizzato più di quindicimila eventi in Italia e nel mondo lavorando con artisti come Bruce Springsteen, AC/DC, Kiss, Sting, David Bowie, Metallica, Frank Zappa, Elio e le Storie Tese, Renato Zero, Ligabue, Negramaro e tanti altri…

Da non tralasciare Folkest a Capodistria, pilastro portante di ogni edizione del festival da venticinque anni a questa parte, che quest’anno proporrà tre appuntamenti: il Progetto Arsenale, produzione speciale dedicata alle musiche del Mediteraneo veneziano; la mitica formazione bosniaca Mostar Sevdah Reunion e il vecchio leone Shel Shapiro.

Da ultima, ma solo in termini in calendario ovviamente, la capitale del Friuli, Udine, che accoglierà nell’ormai ben nota e apprezzata cornice del Castello l’evento principale di Folkest e uno degli eventi clou dell’estate non solo friulana: uno dei quattro concerti italiani della tournée che vedrà l’addio alle scene di Joan Baez.

Il programma completo.

Il Folkest Festival gode dell’Alto Patrocinio dell’UNESCO, del Ministero degli Affari Esteri, del MIBACT, del Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia, della Regione Friuli Venezia Giulia, dell’ARLeF (con il quale Folkest ha un progetto triennale di collaborazione) e della Fondazione Friuli (che nel percorso artistico e organizzativo di Folkest ha creduto e continua a credere), che concorrono a sostenere l’iniziativa assieme al Comune di Spilimbergo, di Udine e di Capodistria.

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