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Orzinuovi, Brescia. Un’intera giornata dedicata alla cultura dei libri e al sapere del cibo, al gusto di scrivere e allo scrivere di gusto! “Food Book, scrivere di gusto” ovvero una mostra mercato editoriale del cibo scritto, in programma alla Rocca San Giorgio domenica 2 giugno dalla 9 alle 18,30.

Gli editori presenti proporranno le loro pubblicazioni di ogni genere letterario, dal romanzo alla narrativa per bambini, dal noir ai ricettari degli chef e della nonna, dalle ricerche storiche ai fumetti e ai prontuari di medicina, il tutto con il cibo come “ingrediente conduttore”.

Sarà allestita una mostra dedicata alla Cucina Bresciana, composta da 100 volumi raccolti nel tempo da Marino Marini, cuoco, giornalista enogastronomico e bibliotecario di ALMA-Scuola Internazionale di Cucina Italiana. ingresso libero.

Perché scrivere di cibo? Perché libri di cibo? Lo chiamano food writing, scrittura di cibo, scrittura sul cibo, è la moderna trasmissione del sapere culinario che si è sempre basato su una tradizione orale, sugli appunti a margine di una ricetta di famiglia scritta su un quaderno a righe. Ci ha accompagnato nella storie raccontate da bambini: le briciole di pollicino, la volpe e l’uva, Cappuccetto Rosso, per arrivare alla letteratura, al romanzo al cinema come, per esempio, Chocolat. Basti pensare alla descrizione del “torreggiante timballo di maccheroni” servito a Donnafugata in casa Salina nel Gattopardo e Camilleri, chi non vorrebbe sedersi a cena con Montalbano, o Dacia Maraini con gli odori penetranti di Bagheria.

Scrivere di cibo significa quindi scrivere di vita, di famiglie riunite intorno al focolare nel giorno di festa, di grano cucinato, condiviso e offerto, significa scrivere di profumi di olio e vino, di superstizioni e di terra. Significa scrivere di genti; del pescatore, del pastore e del contadino che conoscono beni le stagioni, i ritmi della natura. Parla del fornaio, del cuoco e dell’imprenditore che trasformano abilmente il frutto della terra in cibo, bisogno primario di vita.

Il cibo è un fatto culturale, crea identità di popoli e nazioni, è il risultato di tradizioni sociali e culinarie, pratiche e lavorazioni che vanno dal paesaggio alla tavola. Così ogni paese ha un proprio piatto tipico che riflette la geografia del territorio, delle risorse presenti e dei cambiamenti climatici in atto. Infine, la dieta Mediterranea, che rappresenta l’Italia nel mondo, dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità ci esorta, in quanto italiani, a scrivere del nostro cibo, anche perché l’appetito vien leggendo!

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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