Tempo di lettura: 4 minuti

Sono arrivato… sono connesso… e tutto, ma proprio tutto, funziona a meraviglia.

Dopo oltre 24 dalla partenza avvenuta da casa alle 8 del mattino di sabato 11 aprile sono arrivato a Ningbo domenica 12 intorno alle 14.30 (orario dal quale dovete togliere le 6 ore del fuso orario e il conto è fatto…). Tutto sommato il viaggio, che ha previsto anche uno scalo a Mosca, è stato confortevole e tutte le preoccupazioni che avevo prima della partenza si sono presto diradate.

Nel tragitto ho avuto occasione di conoscere Eugenio, 45 enne ligure, responsabile commerciale di una società che produce e commercializza sistemi di allarme per abitazioni e che in Cina è alla ricerca di fornitori che possano produrre le innovazioni progettate in Italia.

Mattei_cina1Ho poi conosciuto Luca, milanese di 37 anni, mai laureatosi nonostante i reiterati sforzi della famiglia di origine, che vive ormai da circa 10 anni a Shanghai. Qui ha trovato la moglie coreana e un lavoro in un ristorante. Luca rientrava in Cina dopo una delle rare sortite sul suolo italico per trovare i parenti e mi ha invitato ad andare a trovarlo durante la mia permanenza (…intanto mi sono appuntato il nome del locale…).

Sia Eugenio che Luca, ai quali ho spiegato le ragioni del mio viaggio, sono rimasti piacevolmente sorpresi dall’attività avviata da Cassa Padana in Cina. Io sto iniziando a seminare… chissà magari un giorno li ritroveremo per strada come nuovi clienti.

Sarà che psicologicamente ero stato ben preparato dai colleghi che mi hanno preceduto (ringrazio al riguardo Ivan, Demetrio e Italo in rigoroso ordine di anzianità, di esperienza maturata presso il presidio di Ningbo), saranno stati i buoni consigli di Monica e Jackie dell’Ufficio Intermediazione Internazionale ma devo proprio ammettere che il mio impatto con la realtà cinese è stato davvero molto “friendly”.

Sono qui da poco più di un giorno ma mi sento perfettamente a mio agio e sarà il fatto che a noi occidentali gli asiatici paiono tutti somiglianti (forse per via degli occhi a mandorla che sembrano prevalere su altri caratteri somatici) ma a me qui pare già di conoscere tutti. Dispenso saluti e sorrisi a destra e manca e la cosa davvero bella è che vengo ripagato generosamente (questo per la verità in Italia non accade sempre…).

Anche per quanto riguarda la cucina devo riconoscere che quella cinese mi è parsa da subito variegata ed equilibrata. E uno degli obiettivi, strettamente personali, che mi ero dato prima di partire, ovvero quello di perdere qualche chilo di sovrappeso, nel mio animo, lo sento già vacillare. E’ davvero troppa la curiosità di assaggiare, senza pregiudizi o preconcetti, quello che la cucina cinese offre e considerata la quantità e qualità dell’offerta riscontrata, mi sa proprio che probabilmente ritornerò arricchito (in questo caso di peso…) anche sul piano fisico.

Al rientro dalla cena (qui si cena verso le 18) condivisa con Yanting, nel piazzale del complesso “Hefeng” sul quale si affaccia da una lato l’hotel che mi ospita e che porta lo stesso nome (“Hotel Hefeng Garden”per la precisione che gode di buone referenze su tripadvisor) e dall’altro il nostro presidio con Dedalo, mi sono imbattuto in un nutrito gruppo di cinesi, in prevalenza pensionati ma con qualche presenza giovanile. Al ritmo di una musica coinvolgente il gruppo rigorosamente disposto su due file in movimento stava eseguendo una sorta di ballo di gruppo con movimenti ginnici delle gamba e delle braccia dettati dal capofila che periodicamente ne variava il tema.

Quale migliore occasione per fare un poco di sano movimento e smaltire la cena. Mi sono quindi prontamente accodato al dinamico “trenino” raccogliendo dopo un primo cenno di imbarazzo, riverenti sorrisi di approvazione (o forse anche di scherno) da parte di alcuni partecipanti. Al termine dell’attività durata circa una mezz’ora una ragazza accompagnata da una signora che poteva essere la madre mi ha dato appuntamento per l’indomani alle 19 nello stesso posto (seven o’ clock… tomorrow, ok?… mi ha ripetuto tre volte).

Sono rientrato in camera stanco ma sereno e specchiandomi ampiamente nel panoramico vetro della sala bagno ho pensato dentro di me che il fascino italiano deve avere ancora il suo appeal… All’indomani altra piacevole sorpresa è quella di avere trovato un tiepido sole a incentivare la primavera incipiente e un cielo quasi sgombro in ragione di un forte vento. Spirando copiosamente per tutta la giornata e sibilando minaccioso tra i grattacieli, il vento, ha provveduto a spazzare la cappa di smog che solitamente, mi dicono, opprime e infesta la città.

L’occasione è stata colta al volo anche da appasionati aquilonisti che nel pomeriggio hanno fatto prendere quota non senza difficoltà e grande perizia a degli aquiloni di grandi dimensioni. Tra questi ne ho fotograto anche uno con i colori della nostra bandiera nazionale. Mi piace pensare che sia un omaggio alla nostra presenza a Ningbo. Eh sì, dobbiamo proprio dire che almeno per oggi il tricolore sventola nei cieli, eccezionalmente tersi, di Ningbo… a presto.

CONDIVIDI
Giuseppe Mattei
Valtrumplino. Laureato in giurisprudenza, prima ancora bancario. Vanta velleità letterarie e artistiche, infatti scrive e scolpisce (legno) solo a tempo perso... Coniugatosi nel secolo scorso è padre di quattro figli: Serena, Letizia, Michele e Luca. Ovvero i soli "pezzi unici" davvero ben riusciti.

1 commento

  1. Ciao BEPPE, mi mancavano le tue lunghe ed estenuanti mail……un po’ scherzo, del resto chi sa scrivere bene o quasi, puo’ permettersi il lusso di scrivere tanto.
    Leggo anche dell’appuntamento con la cinese, dai almeno una ragazza alla tua altezza che dici?????
    Continua ad osservare cio’ che ti circonda con attenzione anche dal punto di vista commerciale e su questo punto sai quanto siamo vicini….
    Ti auguro buon proseguimento ed a risentirci in skype..
    ps: tua moglie sta bene nn preoccuparti e’ in buone mani..
    con affetto

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *