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Il Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato il decreto per la modifica alla disciplina del credito di imposta per la formazione 4.0 che detta le condizioni per l’applicazione della maggiorazione introdotta dal Decreto Aiuti.

Il credito di imposta sale dal 50% al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese nel caso in cui le attività formative siano erogate da fornitori accreditati e che i risultati siano certificati.

Le attività formative dovranno essere erogate da soggetti qualificati esterni all’impresa, ovvero: soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa; le Università, i soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali, i soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En Iso 9001:2000 settore EA 37, gli Istituti tecnici superiori, nonché i centri di competenza ad alta specializzazione e gli European Digital Innovation Hubs.

Sarà inoltre necessario certificare il livello di competenze dei singoli dipendenti che partecipano all’attività formativa, in ingresso tramite la somministrazione di un questionario standardizzato su apposita piattaforma informatica, e a conclusione del corso con il superamento di un test finale.

Per i progetti di formazione avviati successivamente all’entrata in vigore del decreto (a partire dal 18 maggio 2022), e che non rispettino tali condizioni, le aliquote saranno invece diminuite rispettivamente al 40% e 35%.

Restano invece invariati i tetti massimi di aiuto, rispettivamente di 300 mila euro per le piccole e 250 mila per le medie e grandi imprese.