Lograto, Brescia. Esistono tanti modi per esprimere la propria personalità. Lorenzo Saldi la esprime con i numeri nel lavoro da commercialista, con forme e colori con l’arte. Attività in fondo vicine, visto che l’artista mescola numeri, forme e colori per dar vita alle sue opere.

“Da sempre mi interesso d’arte e dall’adolescenza uso il segno ed il colore per esprimermi” spiega Saldi per confermare il viscerale amore per l’arte che accompagna la sua vita e il suo percorso artistico sin dalla tenera età.

Arte che sarà possibile ammirare nella mostra in programma da venerdì 5 aprile nella prestigiosa cornice di villa Calini Morando a Lograto:  “Forme, colore ed equilibri, sculture e pittura di Lorenzo Saldi”, a ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico sino a domenica 14 aprile. Inaugurazione venerdì 5 aprile alle ore 18.

 “Ho assimilato l’arte sui libri, visitando mostre, aggiunge Saldi, frequentando corsi di pittura e, esperienza indimenticabile, ventenne e per un quinquennio, presso un modesto studio sulla “rive gauche” del fiume Mella in quel di Manerbio (ove sono nato) assieme a due amici abbiamo “fatto arte” con tanto entusiasmo.

Nel 1980 ho perso il padre ed è nata la mia prima figlia, Margherita, ed ho deciso, dopo diversi anni di “inattività artistica”, di riprendere il percorso avvicinandomi al mondo dell’astrattismo, che mi aveva sempre attratto, ma mai convinto pienamente. Da tale data, l’ho adottato ed imparato ad amare, portando avanti un mio personale modo di esprimermi al riguardo.

Opero prevalentemente utilizzando carte povere con colori ad acqua. Le mie composizioni hanno un unico intento: “l’equilibrio di linee, forme, colore” + una “spruzzatina” di ironici rimandi al n.3 e suoi multipli (ironici nel senso che non mi prendo troppo sul serio). L’utilizzo delle “carte povere” rimandano alla relatività dell’oggetto artistico, contrapposta alla presunta assolutezza dell’arte.

“Metto in piedi” anche delle sculture in ferro (400/500 kg), totem colorati, .mi ispiro a Brancusi e Calder. Alla tenera età di 63 anni, ho scelto d partecipare al mio primo concorso, senza avere mai esposto alcuna delle mie tante operette, in quanto ho deciso, finalmente, di mettermi in discussione e conoscere il parere altrui riguardo alle mie composizioni.”

Oggi, per scelta, non ha più un vero e proprio studio: dipinge in cucina, la sera, “per restar vicino alla famiglia” (la moglie Grazia e la figlia Ester) fonte indiretta di un’ispirazione calata nella quotidianità. A ricordarci il bisogno che tutti, più o meno consciamente, abbiamo di creare simboli con i quali arricchire la vita.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.