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Sono sempre più perduti i tesori di quello che è stato uno dei più bei siti archeologici del mondo.

La ‘Sposa del deserto’ è in ginocchio.

Sei giorni dopo aver decapitato su una piazza pubblica di Palmira Khaled al Asaad, 81 anni, uno dei massimi esperti siriani di antichità ed ex direttore del sito archeologico locale, l’Is ha distrutto uno dei principali templi della perla nel deserto siriano.

E’ quello di Baal Shamin (il Signore del cielo) a poche decine di metri dal teatro romano della città, dove la Stato islamico aveva inscenato alcune esecuzioni pubbliche.

Anche questa volta a riferirlo è l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che cita alcuni residenti della città in fuga dalla furia assassina dei jihadisti.

Il sito di Palmira (il nome greco della città, ‘Palmyra’, è la traduzione dall’originale aramaico, Tadmor, che significa ‘palma’) è caduto nelle mani dello Stato islamico il 20 maggio scorso e da allora è stato palcoscenico di efferatezze e violenze.

Dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, la città di Palmira fiorì nell’antichità come punto di sosta per le carovane di viaggiatori e mercanti che attraversavano il deserto siriano.

Ecco alcune immagini di quello che fu e che mai più sarà.

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Redazione di Popolis
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