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Parma. Un mese dedicato ad un parmense famoso da 8 secoli, fino al 19 novembre la città di Parma celebra gli 800 anni dalla nascita di Salimbene de Adam, uno degli scrittori medievali in lingua latina tra i più importanti in Europa, con un fitto calendario di appuntamenti tra conversazioni, concerti, visite guidate, presentazione di libri e un convegno di studi che a partire dalla Cronica, l’unica opera dell’autore a noi pervenuta, offriranno una ricostruzione nitida e completa di questo grande e, per certi versi, ancora inesplorato cronista.

Finalità delle Celebrazioni è far conoscere la Cronica di Fra Salimbene, Parma 9 ottobre 1221 – San Polo d’Enza 1288, che rappresenta ancora oggi un testo fondamentale per la storia e l’identità italiana, europea e della nostra città, a un pubblico più ampio e eterogeneo attraverso un approccio più letterario e divulgativo e meno storicistico.

Nella sua “Cronica” l’autore infatti riesce mescolare, in maniera esemplare, l’autobiografia, la cronaca dei fatti e degli eventi della storia italiana nel periodo che vede la nascita e l’affermarsi della realtà comunale, le vicende dell’imperatore Federico II e della sua corte. L’autore inoltre, attraverso la propria autobiografia, racconta il francescanesimo delle origini e la sua diffusione, non sempre semplice, in una società dilaniata dalle guerre intestine, dai conflitti tra papato e impero, e la nascita delle eresie con personaggi come Girardino Segalello.

Il testo è esemplare per la scrittura, i miti e le favole che sa inserire all’interno del testo, con un contrappunto continuo di citazioni bibliche. Le vicende di Pier delle Vigne, di Asdente il ciabattino, di Federico II, Ezzelino da Romano, Manfredi di Svevia o Guido da Montefeltro, fanno della Cronica un documento fondamentale anche per la lettura della Commedia di Dante.

La storia di questo testo inoltre ha qualcosa di romanzesco: il codice riappare tra fine Ottocento e primi del Novecento, riportando in luce un autore che diventa in questo modo esemplare per scrittori novecenteschi che traducono il testo in un continuo corpo a corpo come fa Giuseppe Tonna o Padre Berardo Rossi. Altri ne colgono la modernità, si vedano i saggi di Luigi Malerba o Giovannino Guareschi, e le continue citazioni di Alberto Bevilacqua per fare qualche esempio.

Tra le iniziative promosse dalla Diocesi di Parma si segnalano, tra gli altri, il suggestivo concerto di musica medievale “Ave Maria, speranza del mondo” a cura dell’Ensemble LaReverdie in programma il 29 ottobre nella Basilica Cattedrale di Parma e il ciclo Conversazioni con Salimbene in cui, a partire da alcuni brani tratti dalla Cronica, si approfondiranno diversi aspetti di un mondo culturale capace di offrire ancora spunti e suggestioni di estrema attualità e interesse. A chiudere le Celebrazioni sarà il Convegno di Studi dell’Università di Parma ospitato alla Casa della Musica nelle giornate del 18 e 19 novembre.

Il programma delle Celebrazioni è nato dal confronto e dal dialogo tra il Comune di Parma e alcune delle principali istituzioni religiose e culturali della città come la Diocesi di Parma, la Fabbriceria della Basilica Cattedrale di Parma, il Comitato per San Francesco del Prato, il Convento della Santissima Annunziata di Parma, il Complesso Monumentale della Pilotta e l’Università di Parma e si è avvalso della preziosa collaborazione dello scrittore Guido Conti.

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