Abbiamo sviluppato teorie e telescopi per vedere stelle lontanissime, ma non abbiamo un metodo affidabile per vedere dove brilla la luce della coscienza nel mondo intorno a noi.

Questo problema diventa particolarmente evidente alla luce dei progressi della terapia intensiva e dell’intelligenza artificiale. Il problema di fondo è che ancora oggi identifichiamo la coscienza con la capacità di un soggetto reagire agli stimoli, di agire e di comunicare – sulla base di un paradigma strettamente funzionalistico.

La medicina moderna riesce a salvare pazienti che hanno subito traumi cerebrali gravissimi. Quando un paziente emerge dal coma e comunica, non c’è dubbio: il soggetto è cosciente.

A volte invece il paziente rimane inerte e non risponde agli stimoli per settimane o mesi; in questi casi si entra in una zona grigia in cui la coscienza di un altro individuo ci può sfuggire.

Contemporaneamente, i progressi della robotica e dell’intelligenza artificiale stanno portando allo sviluppo di macchine sempre più simili agli umani.

Oggi i software di smartphones e computers rispondono alle nostre domande, ci aiutano a trovare il ristorante giusto e ci battono a scacchi. Domani circuiti più potenti potrebbero addirittura comportarsi e dialogare esattamente come un umano.

Già oggi facciamo fatica a spiegare ai nostri figli piccoli che uno smartphone che risponde a tutte le loro domande è sicuramente meno cosciente della loro cuginetta di sei mesi che non parla.

Domani le cose saranno ancora più complicate: ci potremmo trovare nella situazione paradossale di non riconoscere la coscienza in un paziente solo perché è immobile e di attribuirla a una macchina solo perché ci parla e risolve problemi.

Dobbiamo imparare a distinguere l’essere dal fare, sviluppare misure della coscienza che siano indipendenti dalla funzione. Questo è un compito culturale fondamentale che richiede strumenti scientifici adeguati.

Sono innumerevoli i temi che Marcello Massimini affronterà nell’incontro di mercoledì che rientra nel ciclo I nuovi scenari: intelligenza artificiale e coscienza voluto dall’Accademia cattolica per l’anno 2017-2018 per fare riflettere sull’umano e sul post-umano.

La copertinaMarcello Massimini, medico e neurofisiologo, è docente presso l’Università degli Studi di Milano e invited professor presso il Coma Science Group dell’Università di Liegi.

In Italia sta sviluppando nuovi strumenti per lo studio del sonno, della coscienza e delle sue alterazioni.

Per Baldini & Castoldi è uscito Nulla di più grande. Dalla veglia al sonno, dal coma al sogno, scritto con Giulio Tononi (2013). Numerose le sue pubblicazioni su riviste internazionali attinenti alla coscienza.