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Brescia – Tutta una feconda annata di pittura si manifesta nel tempo intercorrente dall’epilogo del 2016 fino ai primi giorni dell’anno subentrante, attraverso l’apprezzata mostra cittadina dal titolo “Frammenti di emozioni nella pittura di Franco Paderno”, allestita a Brescia, al civico 136 di via della Chiesa, nell’antica Pieve di Urago Mella.

Dal 17 dicembre al 04 gennaio, una cinquantina di dipinti della più recente produzione artistica, realizzata dal pittore di Gussago, Franco Paderno, sviscera l’efficacia di una personale stilistica, attraverso un’accurata esposizione che è liberamente visitabile dal giovedì alla domenica, dalle ore 16.00 alle ore 19.00, con l’effettiva opportunità d’apertura anche in mattinata, per quanto riguarda la giornata di domenica e dei giorni festivi della ricorrente stagione natalizia, dove l’iniziativa in programma riserva pure, dalle ore 10.00 sino a mezzogiorno delle festività di fine e di inizio anno, la libera e gratuita possibilità di un’interessante esperienza d’incontro con questa eccellente arte figurativa.

Arte caratteristicamente ispirata al fascino tradizionale di un paesaggio osservato nella sensibile mediazione di un’autentica e di una spontanea interpretazione di quanto è parso rimarchevole agli occhi dell’autore, secondo la diretta ricognizione di un rispettivo scibile d’estrinsecazione che, per certe somme ambientazioni, spazia dalla Franciacorta alla Sardegna, indugiando, in alcuni dipinti, anche nella Toscana, ed interessando il ciclo pittorico di un variegato percorso figurativo, amalgamato da un peculiare carisma compositivo bene riconoscibile.

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Franco Paderno – “Madre”

Nel tratto creativo di questo pittore bresciano ricorre l’abilità espressiva dell’infondere ai dipinti una determinata sintesi evocativa dell’immagine percepita dalla realtà, perchè la stessa non risulti come una mera riproduzione visiva, ma, piuttosto, si riveli nell’edificante modalità di un’ulteriore dimensione di prospettiva nella quale poter, fra l’altro, fare cogliere la poetica di una rivisitazione contemplativa, instillata alla medesima veduta paesaggistica considerata che è, in questo modo, valorizzata dalla messa in condivisione della profonda sensibilità in essa manifestata.

Gli elementi contraddistinguenti le opere di Franco Paderno sono, fra gli altri, la predilezione per i colori ad olio e la fedele tendenza compositiva rivolta al chiarismo cromatico della propria pur ricca tavolozza perseguita, mediante la quale, l’efficacia delle varie tonalità utilizzate, concorre ad evidenziare l’effetto delle amene realtà rappresentate, anche grazie all’inserimento di una serie di soluzioni che sono a lui caratteristicamente rapportate, come la tonda presenza del disco celeste sullo sfondo dei dipinti, in una versatilità solare o lunare incombente sul piano terrestre dove, a sua volta, il velato prorompere figurativo di una sorta di spirale, a tutto campo, pare movimentare l’insieme osservato in un dinamico contesto di vita diffusamente animato.

Si tratta di un simbolo del perenne ciclo della vita che, per il pittore, pare sia sotteso a questa ancestrale figura naturale, sopravvivente, ad esempio, nei reperti fossili con indelebili manifestazioni sovrane, proprie, per eccellenza, a testimoniare, nella loro forma, quanto, di rimando, la pittura da lui interpretata concorra, secondo alcuni effetti, ad ulteriormente rafforzare, attraverso l’ideazione di mirate e di armoniose sezioni pittoriche, grazie alle quali i dipinti appaiono pervasi dal gradevole movimento recato all’ambientazione stessa, indotto, pure, da una specifica presenza coloristica che è anche sperimentabile nella sinergica resa di sezioni compenetrate nell’insieme dove sono collocate, come nel dipanarsi di vaghe sciabolate.

Sul denso piano evocativo di questa stilistica, il noto pittore bresciano Giulio Mottinelli, presente, fra molte altre personalità intervenute, all’inaugurazione della mostra, riscontra in Franco Paderno l’abilità di “un colorista straordinario”, con la capacità armoniosa di “scandire gli spazi”, perchè fra gli stessi agisca quella notevole “sensibilità” in grado, fra l’altro, di infondere vibrante senso di movimento alla totalità dell’opera stessa.

Motivi, pure, in altro modo, sottolineati da Roberto Paderno, presidente dell’Associazione Amici della Pieve di Urago Mella, a cui è spettato il presentare la medesima mostra, per il tramite del suo applaudito intervento inaugurale, rifacendosi alla peculiare natura artistica del pittore: “(…) E’ per questa misura, per questo passo antico e meditato, lieve e silenzioso, che una grazia sottile percorre le vedute, si insinua tra le case, i cortili, le strade bianche, i muri a secco, e riconduce perfino il mirabile paesaggio isolano ad una dolcissima stesura di veleggianti armonie. Resta ad occhieggiare, pudicamente di lontano, tra alberi che sembrano fuggire dalla terra, inseparata radice, un sole-luna a ricordarci che la luce non si separerà mai dal sogno, né il sogno dalla luce”.

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Franco Paderno – Ulivo

Nella mostra, dove le opere esposte sono accomunate dalla medesima diafana cornice, quale scelta attuata dal pittore per ricondurre, alle rispettive rappresentazioni eseguite, l’omogeneità emblematica di una tipica matrice, è presente anche un elegante catalogo di una dozzina di pagine illustrate dove, fra le riproduzioni d’immagine di una significativa rosa di dipinti, si può, fra l’altro, leggere, a firma di Pierluigi Sabbadini, un commento stilato in occasione di questa mostra personale di Franco Paderno, in cui, fra altre considerazioni, è evidenziato che “(…) Il tema dominante è il paesaggio sardo e gussaghese, o meglio, la riscoperta di alcune forme e scorci che sono riusciti a mantenere un proprio sapore di vissuto. Direi un lavoro meditato e non facile, costruito con accuratezza e sensibilità. Nella costruzione dei dipinti non mancano accenni simbolistici, campiture a volte schematiche e lineari, a volte concentriche, formulano una ricostruzione ambientale che va oltre la rappresentazione visiva ed il risultato, nella propria essenzialità, invita ad un’analisi più attenta. (…)”.

In questa suggestiva proposta d’arte visiva, oltre ad un dipinto ispirato alla rappresentazione presepiale della Sacra Famiglia, valorizzato da quella collocazione che, nell’allestimento espositivo, ha, nell’abside dell’antica Pieve di Urago Mella, uno spazio di rilievo concomitante all’aleggiare del tempo natalizio in cui si sviluppa la mostra stessa, sono rispettivamente presenti le opere dal titolo: “Ricordo di una nevicata alla Pieve di Gussago”, “Natura morta sulle rocce di Santa Teresa di Gallura”, “Primavera in Sardegna”, “Il faro di Capo Testa”, “Camminata verso il mare”, “Mare mosso”, “Valle della Luna n. 3”, “Via delle Ortensie n. 1”, “Via delle Ortensie n. 2”, “Santissima in primavera”, “Via Santolino Gussago”, “Paesaggio autunnale”, “Vegetazione sarda: agave e fichi d’India”, “Bosa scorcio del centro storico”, “Valle della Luna n. 2”, “Monte Libara e Tempio Pausania”, “Rocce in riva al mare”, “Via Santa Liberata Gussago”, “I delfini rocce di Capo Testa”, “El Taet Gussago”, “Valle della Luna n. 1”, “Veduta della Tavolara”, “Architettura a Tempio Pausania”, “Vacanze al mare”, “Rocce a Campo Ferrato”, “Scorcio a Tempio Pausania”, “Il vento che soffia sulla Gallura”, “Ombre e luci nel Borgo”, “San Rocco visto da Casaglio”, “Via delle Ortensie a Porto Istana”, “La vecchia rocca in Val Volpera a Gussago”, “Ombre di un incontro in bicicletta”, “Porticciolo di Alghero”, “La Pieve a Gussago”, “Via Casaglio Gussago”, “Il torrente a Navezze Gussago”, “Natura morta con paesaggio”, “Via Piedeldosso Gussago”, “Via Marconi Gussago”, “Via Pinidolo Gussago”, “Rocce sarde con pianta di agave”, “Monte di Aggius”, “Vecchio ulivo sardo”, “Paesaggio toscano con tagli di luce”, “Paesaggio toscano Arezzo”, “Paesaggio collinare”, “Riflessi nell’acqua”, “Lago di Iseo”, “Via Roma”, “Pannocchie”, “Il melograno e cachi”.

Titoli puntualmente evidenziati nella mostra con una didascalia messa a lato di ogni dipinto. Di questi manufatti pittorici sono diverse le dimensioni ed il tipo di materiale dei rispettivi supporti utilizzati, (tela, cartone telato e tavola preparata), complessivamente riferiti alla perdurante ricerca creativa di questo pittore, già protagonista di mostre in gallerie d’arte, come “La Bussola” di Gussago, “Borghetto” di Travagliato, “La Pallata” e “Busi” di Brescia e, nell’ambito di altre qualificate sedi espositive, nella Chiesa di San Lorenzo a Gussago, in Comune a Castegnato, nell’Abbazia di Rodengo Saiano ed in “San Pietro in Lamosa” a Provaglio d’Iseo, mentre, nella sua bibliografia, dove spicca pure la citazione nell’Enciclopedia dei Pittori italiani del Novecento, curata da Giorgio Falossi, è attestata la sua partecipazione ad una riuscita mostra collettiva nell’ambito della festa patronale di San Lorenzo a Camignone di Passirano, promossa nel 2012 da don Angelo Mantegari, da cui il libro, curato dal prof. Giovanni Quaresmini, dal titolo “Creazione ed Ecologia”, pubblicato per le edizioni della Compagnia della Stampa.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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