Brescia. “Freddo, rumore, lavorare fino a tardi e nei weekend, ma chi ce l’ha fatto fare di organizzare 57 uscite fuori dalle discoteche?” La domanda che si sono posti gli operatori del progetto Sp510, della Cooperativa Il Calabrone. Progetto che sperimenta un servizio di prevenzione selettiva  finalizzato alla riduzione de i rischi legati all’uso e abuso di sostanze stupefacenti – legali e illegali – e alle malattie trasmesse sessualmente.

È passato un anno dall’inizio del progetto Sp510, per 12 mesi gli operatori hanno partecipato a feste, eventi, festival di Brescia e provincia, nelle discoteche e in altri luoghi di divertimento con l’obiettivo di ridurre i rischi legati al consumo di alcol e sostanze nei contesti in cui i giovani e i ragazzi si trovano per festeggiare e divertirsi.

Partivano con la valigetta contenente i “ferri del mestiere”: preservativi di tutti i colori; etilometro; filtrini per fumare; flyer informativi riguardanti alcol, sostanze stupefacenti e MTS; acqua e cracker da distribuire a chi stava male e l’immancabile logo con il tasso, emblema del tasso alcolico, che li ha accompagnati ovunque. Lasciavano poi che i ragazzi si avvicinassero, inizialmente spinti dalla curiosità di capire chi fossero e, man mano che prendevano confidenza, con l’intenzione di tutelarsi e informarsi.

Lo scopo era quello di promuovere un divertimento sano e consapevole; per far questo si offriva ai ragazzi la possibilità di fare l’etilometro prima di mettersi alla guida per verificare che il loro tasso alcolico fosse entro i limiti di legge. Venivano distribuiti preservativi per prevenire la trasmissione delle malattie a trasmissione sessuale, dando informazioni riguardanti i rischi legati all’assunzione di sostanze o semplicemente si offriva uno spazio d’ascolto ai ragazzi per confidarsi, chiedere consiglio, scambiarsi opinioni.

Ai giovani che si sono avvicinati veniva “somministrata” una scheda anonima che indagava l’utilizzo delle sostanze e che creava anche un appiglio per instaurare una relazione educativa. Grazie a questi questionari si è potuto ricavare dei dati che si sono rivelati utili per avere una piccola panoramica: si è infatti potuto notare, ad esempio, che il 34% dei giovani non utilizza il preservativo durante i rapporti sessuali.

Parallelamente alle uscite, è stato svolto un lavoro anche con i gestori dei locali e gli organizzatori degli eventi, condividendo con loro gli obiettivi e gli strumenti che venivano poi utilizzati durante gli interventi. Durante questo primo anno di progetto gli operatori hanno incontrato circa 2000 ragazzi tra i 15 e i 30 anni: qualcuno è passato solo per “fare un giro”, qualcun altro ha fatto l’etilometro e se n’è andato, alcuni si sono fermati e hanno condiviso un pezzo delle loro storie e delle loro vite.

Che si siano fermati un minuto o un’ora, l’incontro o la relazione, sono sempre stati centrali e importanti e fortemente necessari per poter attuare un intervento efficace e significativo, per far comprendere l’importanza di informarsi per poter fare scelte consapevoli riguardo all’utilizzo di sostanze.

Sicuramente il lavoro è stato faticoso e a volte frustrante, perché non è stato semplice far comprendere quello che si stava facendo, ma un “aspetto mezz’ora prima di guidare” o un “rifaccio l’etilometro per vedere se è sceso” si sono rivelate delle grandi e inaspettate soddisfazioni.

Per rispondere quindi alla domanda iniziale si può dire che ciò che ha dato la spinta è stata la volontà di stare nei posti dove stanno i giovani, credendo fermamente che un divertimento più sano e meno pericoloso sia possibile e debba essere un’alternativa concreta e valida per i giovani che incontriamo. Che il tasso sia con te!