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Castello di Paderna, Pontenure, Piacenza. Era sulla via dell’estinzione oppure nessuno badava a loro perché poco produttivi, i frutti antichi sono invece prodotti della natura nel segno della biodiversità e della tradizione. Sabato 5 e domenica 6 ottobre nella splendida cornice del castello di Paderne ritorna il tradizionale appuntamento con Frutti Antichi d’autunno la rassegna di piante, fiori e frutti dimenticati, prodotti di alto artigianato e dell’ agricoltura.

Le più significative espressioni in campo frutticolo in cui la tradizione sposa il rispetto della biodiversità si possono scoprire nel week end al Castello di Paderna a Pontenure per la 24ª edizione d’autunno di “Frutti Antichi” promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e realizzata in collaborazione con il Castello di Paderna e il Comitato FAI di Piacenza.

In omaggio al proprio nome, la manifestazione, che vanta di essere tra le più longeve d’Italia tra quelle dedicate al florovivaismo, celebra la grande biodiversità frutticola italiana presentando alcune collezioni di piante, fra le più importanti a livello nazionale, e i giovani che si distinguono nel mondo del vivaismo nel centro e nord Italia.

Tra questi, ci sono Giacomo Fiorini del Vivaio Belfiore, con le più complete collezioni di uva, fichi e melograni; Mattia Omezzolli dell’omonimo vivaio trentino che presenta la sua collezione di pere; Samuele Dalmonte di Faenza con una straordinaria collezione di 40 kaki messa a sua disposizione dall’istituto agrario Persolino-Strocchi. E poi, passeggiando nei giardini e nelle corti del Castello si possono ammirare le decine varietà di mirtilli del Vivaio Veimaro e il particolare ibrido di ciliegio a cespuglio proposto da Dennis Borroero.

Si tratta solo di alcune delle specialità di frutti antichi, coltivati tutelando l’ambiente e recuperando tipologie agricole e vegetali in via di estinzione, che si possono trovare tra gli splendidi spazi verdi del Castello di Paderna. Particolarmente rilevante è inoltre la rappresentanza dei viticoltori piacentini, che presentano l’Ortrugo, vino bianco prodotto da un antico vitigno autoctono, recuperato e vinificato secondo metodi tradizionali.

Non mancano le testimonianze e gli incontri sui temi dell’agricoltura, le riflessioni su cosa vuol dire “frutto antico”, come si arriva a catalogarlo, propagarlo e infine venderlo, gli stand degli ortolani per portare a casa le delizie della stagione, le creazioni uniche di artigiani professionisti, gli appuntamenti con esperti e ricercatori sul mondo del florovivaismo, i laboratori per grandi e piccoli, e le conversazioni sull’ambiente e l’alimentazione. Tantissime le antiche e rare varietà di fruttiferi e piante a fioritura autunnale da ammirare o acquistare tra i profumi e i colori della stagione variopinta del foliage.

I fondi raccolti saranno destinati alla valorizzazione del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC).

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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