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Mantova – Ha preso il via “Dino Villani che non ti aspetti”, la terza edizione di Fumana, la manifestazione dedicata a uomini e donne di pianura, che vivono la nebbia come collante metafisico padano, organizzata dal Collettivo Fumana, con il prezioso contributo del circolo culturale de ‘Il Notturno’ e la collaborazione di ‘Terre di Lombardia’.

Particolarmente nutrito il programma di quest’anno dedicato a quattro figure chiave della cultura di pianura di Emilia, Lombardia e Veneto, tre regioni percorse idealmente da una vena creativa nebbiosa: Dino Villani, inventore del Premio Suzzara e considerato oggi uno dei padri della pubblicità in Italia, di cui ricorre nel 2019 il trentennale della scomparsa; Cesare Zavattini, intellettuale di pianura, sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore, di cui ricorre nel 2019 il trentennale della scomparsa; Gianni Brera, giornalista e scrittore italiano, ‘inventore’ del giornalismo sportivo italiano d’autore, di cui ricorre nel 2019 il centenario della sua nascita e Giovanni Piubello, scrittore veronese di nascita, mantovano d’adozione, per trent’anni distributore di cultura on-line ante litteram sulla bancarella sotto i Portici Broletto di Mantova.

La manifestazione, che durerà fino a domenica 10 novembre, ha aperto con la mostra alla Casa del Rigoletto, in Piazza Sordello 23, dal titolo “Dino Villani che non ti aspetti”, in esposizione quadri e incisioni del poliedrico uomo di cultura della pianura, grande creativo e artista, nogarese di nascita e suzzarese d’adozione, provenienti da collezioni private.

Dino Villani (1898-1989) fu un pubblicitario di prima grandezza tra gli anni trenta e cinquanta del Novecento: lavora a Milano per grandi aziende (Motta, Carlo Erba), con invenzioni destinate a entrare nell’immaginario collettivo, come la colomba pasquale e l’istituzione della festa degli innamorati nel giorno di San Valentino.

Nel 1939 crea con Cesare Zavattini il premio “5000 lire per un sorriso”, che diventa poi Miss Italia, di cui egli stesso resta a capo fino al 1958; il sodalizio con Zavattini concretizza anche il Premio Suzzara nel 1948, che negli anni vede passare i grandi nomi dell’arte padana e nazionale.

Fonda con Orio Vergani l’Accademia Italiana della Cucina e, con la famiglia Gorreri, trasforma il ristorante suzzarese Il Cavallino Bianco in un vero e proprio punto di ritrovo per artisti, naifs e intellettuali.

La mostra in parete si compone di tre sezioni che percorrono l’attività artistica di Dino Villani: i ritratti di famiglia, in cui Villani si dedica a familiari, amici, oltre ad un bel ritratto di Lev Tolstoj; le grafiche, ovvero le tipiche composizioni monocromatiche di Villani che ritraggono il paesaggio padano, le rive del grande fiume i contadini e gli antichi mestieri delle campagne; i quadri di tecnica mista, olii e disegni che ritraggono i temi che principalmente Villani coltivò nella Bassa mantovana.

Nella sezione delle grafiche sono esposte anche alcune vedute di Mantova, un soggetto abbastanza inedito nell’estetica di Villani: si tratta di scorci del centro storico, luoghi piuttosto battuti ma che qui presentano un punto di vista forse più fotografico che pittorico, a dimostrazione della perenne ricerca di uno sforzo creativo.

Ma quest’anno gli organizzatori hanno programmato una vera e propria maratona di iniziative culturali, ginniche e gastronomiche, ideale finissage della mostra.

Si comincia venerdì 8 novembre, alle ore 18.00, con un incontro alla Casa del Rigoletto dedicato al lascito culturale di Dino Villani, poliedrico uomo di pianura, per proseguire, alle ore 22, all’Osteria 26 di Piazza Sordello, ricordando, durante l’aperitivo dedicato all’altra grande passione di Dino Villani, la gastronomia, fasti del ristorante Al Cavallino Bianco di Suzzara, nel racconto erudito dell’Accademia della Cucina Mantovana.

Dalle ore 24.00 di sabato 9 novembre, nella Sala delle Colonne della Casa del Rigoletto, saranno proiettate le testimonianze di Villani, Zavattini, Piubello e Brera, così come recuperate dalla rete, mentre, dalle ore 2.00 alle ore 4.00, insonni e curiosi potranno ascoltare le storie della nebbia, tratte dal saggio a lei dedicato da Umberto Eco e Remo Ceserani, edito da Einaudi nel 2009, raccontate dagli attori di Ars Creazione e Spettacolo, fra le scansie del Carrefour in piazza 80° Fanteria 1/3.

Alle ore 4.00, tutti gli appassionati di fotografia, potranno cimentarsi per le vie della città in un laboratorio condotto da Claudio Brambilla, mentre alle 6.00, gli amanti delle curiosità etno-topografiche, guidati dal piffero magico di Giacom Cecchin, vagheranno per i luoghi dei set cinematografici di Mantova.

Si proseguirà, alle ore 8.00, al Cinema del Carbone, dove verrà proiettato il film ‘La marcia su Roma’, diretto da Dino Risi, con Gassman e Tognazzi, ambientato in molte scene a Mantova a cui seguirà, alle ore 10.00, la colazione del campione, allestita al Bar Noce in Via Orefici 5

Per concludere la maratona, dalle ore 12.00 alle ore 16.00, nel cortile e nelle sale espositive della Casa del Rigoletto, Vincenzo Denti disegnerà le trame della nebbia, in compagnia di valenti e coraggiosi artisti del carboncino.

La manifestazione si concluderà alle ore 16, alla Casa del Rigoletto, commentando le fantasia linguistica di Gianni Brera, un altro grande uomo delle terre piatte, Adalberto Scemma, Gianni Fava e gli amici di Terre di Lombardia.

 

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