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Peloponneso – A Methoni mi sono finalmente guardata negli occhi con i gatti greci. Ne avevo già visti, e sentiti di piccolissimi e miagolanti fra le spazzature di Kypirissia e di Pylos. Tutti magrissimi e con addosso il sudiciume della città e della frequentazione quotidiana di maleodoranti bidoni di rifiuti.

Questi qui invece, che passeggiano sotto al tavolo dell’osteria dove mi sono sistemata per scrivere, questi qui sembrano la quintessenza del gatto orientale: piuttosto alti, elegantemente affusolati, orecchie grandi quasi da pipistrello. Quanto sono diversi dai nostri gatti occidentali. Quelli ci fusano in braccio, questi se ne stanno rintanati tutto il giorno per poi sbucare sul far della sera e infilarsi sotto i tavoli delle taverne in attesa di qualche lisca di pesce.

I greci amano i gatti molto di più dei cani. Sarà per questo che la mia amica Eleni stravedeva per la Zoe e ignorava i miei cani. Non li uccidono e lasciano che le gatte partoriscano due, tre volte per stagione. Non si prendono cura dei cuccioli, li lasciano al loro destino che non sempre è benevolo.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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