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A cura di Giuseppe Mattei

Grazie al generoso contributo di Cassa Padana è stato recentemente dato alle stampe il libro “Gente Triumplina”. L’opera di fatto è la riedizione del fortunato volume edito con il medesimo titolo nel 2007, reso ora disponile in versione ampliata e integrata dall’autore Edmondo Bertussi.

Partiamo proprio da questo ultimo. Ex-bancario di lungo corso, già responsabile di alcune filiali locali del Credito Agrario Bresciano e storico corrispondente locale di Bresciaoggi, Edmondo è prima di tutto un testimone autentico dell’amata Valtrompia. Lo incontriamo nel suo “antro” ricavato in una storica abitazione sita in zona centrale a Marcheno, stretta tra la strada provinciale e lo scorrere del fiume Mella. Da alcune finestre dell’appartamento si gode la visione integrale della bella e vicina chiesa parrocchiale dedicata a Santi Pietro e Paolo. Lo studio nel quale ci riceve e una miscellanea di ricordi, riconoscimenti, opere di pittura e scultura. E ancora fotografie, libri, riviste, soprammobili e ninnoli vari: il “mondo” di Edmondo verrebbe da dire.

Una volta tanto è lui ad essere intervistato e traspare una certa emozione nel suo sguardo aperto e vispo da triumplino verace. Ricorda il lavoro preliminare, intrapreso facendo seguito agli insistiti stimoli dall’amato cugino Sandro Fontana, che ha portato alla prima edizione dell’opera. In essa sono stati raccolti, rivisti e organicamente strutturati spunti già contenuti in articoli pubblicati sul quotidiano bresciano e su altre pubblicazioni tra le quali lo storico periodico della valle, “Il Giornale della Valtrompia”, preziosa esperienza editoriale,  purtroppo da tempo scomparso dalla scena.

Con il suo inseparabile taccuino, Edmondo, da oltre cinquant’anni percorre e ripercorre la Valle. Ne ha conosciuto e indagato le pieghe e meandri aiutato nell’impresa da molteplici testimonianze e preziose memorie di anziani, poi restituite agli stessi in brevi ritratti pubblicati in occasione del loro compleanno. Ha con affetto intervistato laddove possibile alcuni dei “personaggi” e delle “personalità” che hanno saputo a loro modo valorizzarne il territorio e la sua storia recente. Per quelli prematuramente scomparsi ne ha ricostruito la figura e la cifra intervistando famigliari e conoscenti. Nei racconti e  nei caratteri dei suoi “triumplini” sono di fatto condensate e riassunte alcune delle principali caratteristiche comuni agli abitanti della valle che la rendono una “gens” singolare che seppe a lungo resistere alla dominazione romana.

La TurbieA questo proposito è da ritenersi non casuale che il nome “Trumpilini” (poi tradotto in “Triumplini”) sia stato inciso in prima posizione nel “Trofeo delle Alpi” (“Tropaeum Alpium”), imponente monumento romano eretto nel 7-6 a.C. per celebrare la sottomissione delle popolazioni alpine e situato nella città francese di La Turbie, vicina a Montecarlo. La storia della valle è una storia di duro lavoro, ai nostri giorni mirabilmente testimoniata dal percorso museale della “Via del Ferro” che ci riconsegna gli echi delle fatiche quotidiane e gli stenti vissuti lavorando nelle miniere, nei forni e ai magli.

Quella dei triumplini è anche storia di emigranti. Nel dopoguerra verso l’estero con destinazioni principali in Svizzera, Francia e Belgio, molti sono partiti alla ricerca di lavoro e non tutti sono purtroppo rientrati, in quanto “caduti” sul lavoro. E’ poi storia di immigrati in particolare negli anni ’60 e ’70 giunti in valle soprattutto dall’estremo Sud Italia e dalla Sardegna per un “posto” fisso. Una volta insediatisi si sono integrati e hanno “messo su famiglia” nel territorio ospitale, divenendone parte attiva. E’ una storia di tenacia, capacità, ingegno e fiducia ancorata anche a fede  profonda.

Una vicenda millenaria di forza e rispettosa lotta con la rigida natura di una valle lunga e stretta, incuneata com’è tra colline e monti, avara di terreni da coltivare e da strapparsi e contendersi con le unghie e i denti all’incedere del bosco. E’ una storia di gente che ha radici solide e spirito pionieristico che ha reso possibile l’affermarsi nel dopo guerra di importanti realtà produttive e manifatturiere poi trapiantate in parte, in anni recenti, in località più vicine alle grandi vie di comunicazione. Del resto la Valle ha sempre sognato, richiesto e rivendicato la necessità di avere una propria autostrada che ne avrebbe potuto utilmente alimentare lo sviluppo fornendole un degno e  più agevole sbocco per la sua produzione verso l’esterno.

La prima edizione di “Gente Triumplina”conteneva le storie brevi ma intense e ora riproposte, di alcune figure valligiane tra le quali si ritrovano quelli degli sportivi Roberto Guidoni, il “Lupo che corre” protagonista di sfide epiche in Alaska e Silvio Mondinelli (“èl Gnaro”) alpinista che ha saputo scalare 20 volte gli “ottomila” senza ossigeno, dell’artista del ferro Vito Piotti che ha impreziosito la Valle e non solo con le sue creazioni, del sacerdote Monsignor Francesco Bertoli, della missionaria Vigilia Bettinsoli e di altri uomini e donne che hanno saputo distinguersi e farsi apprezzare in vari modi e campi. Questo caleidoscopico “calendario”, dal titolo della parte dell’opera che le racchiude, è ricco di schegge di umanità e sapidamente condito con termini e aggettivi dialettali. Un lavoro prezioso e nobile (un cristallo lo definisce l’autore), presto andato esaurito.

edmondo_bertussiEdmondo, continuando la sua attività di pubblicista in questi anni, ha maturato il bisogno e sentito il dovere, di integrare e aggiornare l’opera. Nella seconda edizione è stata infatti aggiunta una nuova prima parte sotto il titolo di “radici” nella quale Edmondo ha inserito la storia di altri 5 triumplini autorevoli. Ecco quindi le figure del senatore e già ministro dell’Università Sandro Fontana; il missionario, dal 1975 attivo in Bolivia, Padre Remo Prandini, tragicamente scomparso nel Natale del 1986 mentre guadava un fiume con la sua bicicletta e con lo zaino colmo di doni per i bambini campesinos. E ancora Mario Bernardi apprezzato e stimato direttore per trent’anni delle miniere in alta valle; Ettore Rambaldini albergatore del Passo Maniva che per tutta la vita ha lavorato e creduto nello sviluppo turistico della Valtrompia. E infine Giuseppe Pirlo, reduce di Russia che nonostante le ’93 primavere, tuttora lavora con perizia e passione fucili da caccia apprezzati in tutto il mondo.

Alla fine del libro, è pubblicata la copia anastatica della affettuosa lettera che Mario Rigoni Stern, padre letterario di quel “Sergente nella Neve” che è diventato negli anni un icona della resistenza e dei valori “alpini”, ha indirizzato all’autore. Edmondo ha aggiunto queste nuove cinque sfaccettature al suo cristallo che possiamo ritenere ancora lungi dall’essere terminato. Da un lato mancano ancora alcune storie di figure di triumplini meritevoli di citazione e dall’altro si rileva che la storia della valle è tuttora in corso e pertanto immaginiamo che nuove tessere possano essere aggiunte in futuro, a questo variegato mosaico.

Il libro “Gente Triumplina” è stato recentemente presentato a Lodrino il 22 dicembre 2014,  presso i locali messi a disposizione da Cassa Padana grazie alla collaborazione fattiva dell’Area Valtrompia, alla presenza di un folto pubblico interessato. Il volume non è in vendita, ma può essere richiesto gratuitamente nelle agenzie della Valtrompia di Cassa Padana. Anche se è stato stampato in buon numero di copie, considerato il successo della prima edizione, consigliamo agli interessati, non solo ai triumplini, di affrettarsi a richiederlo al fine di non rischiare di rimanerne privi.

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