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Ferrara. Lo spazio teatrale e culturale Ferrara Off ospita dal 30 aprile al 26 giugno la mostra “Germoglia”, incentrata sul concetto di germoglio, quale riflessione sulla genesi della forma e sviluppo dei concetti. Le fasi della crescita divengono pretesto per un nuovo incanto dove l’archetipo del femminile viene messo in posizione di centralità. Germoglia rappresenta il movimento concettuale che dal nucleo primario volge altrove, a cercare la propria fioritura: è momento di emancipazione e di libertà.


Ferrara Off è uno spazio teatrale e culturale situato sulle mura di Ferrara, in viale Alfonso I d’Este 13 a Ferrara,
e precisamente sul baluardo del Montagnone. Niente di più pertinente, per un luogo che mira a diventare un punto di riferimento per la città, un centro di aggregazione, un baluardo, appunto, a difesa della cultura.

Ferrara Off è un progetto. Un progetto immateriale, in continuo divenire, che si arricchisce giorno dopo giorno di idee, stimoli, proposte. Ed è un progetto reale, fatto di muri, di porte e di cemento, che dal 29 novembre 2015, grazie all’apertura dello ‘spazio bianco’ adiacente alla sala teatrale, potrà raddoppiare le attività e ospitare iniziative di diversa natura. Spazio che ospita la mostra Germoglia.IMG_2982

Ferrara Off è il nome dell’associazione culturale che è custode di questi spazi, dati in concessione dal Comune di Ferrara. Dal 2014 è guidata da un direttivo di persone provenienti da esperienze diverse, che hanno scelto di unire le proprie professionalità al servizio di una visione condivisa.

Nella mostra Germoglia il seme-concetto si spacca, trova nella propria fenditura la rottura della propria integrità e l’occasione di apertura a nuova vita. Il femminile rinasce a se stesso: è la terra che accoglie il seme, è il solco nella terra, è l’aratura e aratro stesso, è seme che giace e seme che germoglia, è contenimento ed esplosione oltre i propri stessi confini.ferrara off

La poetica della semina riporta alla fenditura, e della terra e del seme, come metafora della genesi.
La ricerca plastica si accompagna ad una esplorazione formale nella scrittura: al pari del campo arato la scrittura si sviluppa per linee, dove le parole deposte si aprono a nuova fioritura, germogliano in forme nuove, un dire poetico che trasborda la struttura formale del linguaggio e della sintassi per esplorare nuove e antiche valenze semantiche dell’esistenza. La parola scritta si fa semina, il corpo rappresentato si fa grumo di materia che germoglia ad una visione armonica tra cielo e terra.IMG_3004

Elio Talon, nato a Caorle (Venezia) nel 1970, vive a Bologna, dove si è diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti, nel 2005, con una tesi dal titolo “Il senso del sacro all’origine dell’arte”. La sua ricerca artistica nasce dalla poesia: del 2006 è la pubblicazione di Sideralia (Ed. Le Voci della Luna). Del 2008 è la personale La vertigine e l’incanto al Museo Casa Frabboni di San Pietro in Casale con catalogo edito da Minerva Edizioni. Di recente pubblicazione la sua antologia poetica Che dei sogni che resta per Kammer Edizioni.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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