Cremona. Approda al museo del Violino, sua seconda tappa, dal primo ottobre al primo novembre, la mostra GestoZero. Istantanee 2020, progetto itinerante promosso e prodotto da Fondazione Brescia Musei che, dopo la favorevole accoglienza di critica e pubblico presso il Museo di Santa Giulia a Brescia sino 20 settembre, prosegue ora il suo cammino espositivo al Museo del Violino di Cremona, prima di concludersi, il prossimo anno, nell’ex Chiesa di Santa Maria Maddalena a Bergamo (18 marzo – 2 maggio 2021).

L’inaugurazione della mostra è in programma giovedì 1° ottobre alle ore 17, al Padiglione Amati del Museo del Violino. L’inaugurazione della mostra è in programma giovedì 1° ottobre alle ore 17, al Padiglione Amati del Museo del Violino.

GestoZero unisce in modo corale oltre settanta artisti di Brescia, Bergamo e Cremona, città lombarde particolarmente colpite dall’emergenza del Covid-19, sul tema dell’arte come strumento di rinascita e di ripartenza dopo la tragedia. Oltre cento fotografie d’artista e opere d’arte visiva (pittura, scultura, fotografia, video e performance) raccontano la genesi dell’opera, dal suo pensiero alla realizzazione, in risposta al dramma e all’isolamento dei mesi trascorsi. Un progetto ambizioso e itinerante, capace di raccontare nell’immediato indomani della pandemia lo stato dell’arte contemporanea, specchio e racconto della comunità.

Cos’è il Gesto Zero? È il gesto visto come inizio, contrario alla morte. È una riflessione ontologica sul valore dell’atto artistico. Arte e artisti hanno il compito fondamentale di porre una domanda: “Cosa fare?” GestoZero evidenzia come gli artisti si sono interrogati su questo momento così luttuoso e doloroso.

Come ha evidenziato Maurizio Donzelli nel manifesto della mostra, siamo stati obbligati ad accettare che le persone a noi care, non soltanto morissero da sole, ma che i loro cadaveri fossero bruciati senza un funerale, cosa mai avvenuta prima nella storia, da Antigone a oggi. Le mani degli artisti, colte all’inizio del processo creativo, in segreto, nella potenza dell’atto prima della creazione rispondono a questo interrogativo, sono mani che, pensando, hanno consegnato le opere realizzate per l’esposizione.

La mostra è nata da un’idea dell’artista Maurizio Donzelli, la mostra è curata da Matteo Galbiati insieme a ACME Art Lab (Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina), Ilaria Bignotti e Giorgio Fasol, con la collaborazione di Antonio Marchetti Lamera.