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Brescia. Parte da Montichiari sabato 20 febbraio il nuovo tour dell’opera dialettale “Gesù: momenti emozioni ed echi  del vangelo”. Sul palcoscenico del teatro Gloria la rappresentazione descritta come “la migliore opera in dialetto nobile di tutto il ‘900”. L’appuntamento con tutti  agli appassionati del dialetto bresciano, ma anche a chi non conosce il dialetto, essendoci il testo a fronte, è per le ore 21 con la compagnia teatrale di Fiumicello e Francesco Braghini, autore della parte musicale con le canzoni.

Le date a seguire saranno: venerdì 4 marzo a Marone, lago d’Iseo Breccia, presso la sala della comunità via Battisti Cristini alle ore 20.30 con ingresso ad offerta libera. Sabato 12 marzo al Santuario Madonna dell’Avello in loc. Cerazzata di Ome, Brescia, alle ore 20.45 ad ingresso libero e venerdì 18 marzo a Vallio Terme nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo via caschino 4 con ingresso libero inizio alle ore 20.45.Romanino, Ingresso in Gerusalemme

Elena Alberti Nulli, Vittorio Soregaroli e Francesco Braghini offrono, in questa loro opera, riflessioni sulle tappe principali della vita di Gesù, dall’Annunciazione alla Resurrezione. Sono pensieri profondi e personali, di forte intensità poetica, che la lingua dialettale rende così semplici e carichi di vita vissuta da farli diventare universali.

I tre autori andarono in scena per la prima volta con questo lavoro il 5 aprile del 1993 al Teatro Grande. Uscì poi un’edizione a cura di Marco Serra Tarantola e seguirono alcune rappresentazioni dal vivo in teatri e chiese della provincia, dopo il silenzio.

Ecco che all’associazione Palcogiovani  viene l’idea di ridar vita a questo prezioso lavoro,  frutto della sacralità della poesia e della semplice nobiltà della lingua della nostra terra, che racconta il figlio di Dio, le sue opere e la sua parola tra recitazione e canto  messa in scena in tutta la sua immortale sacralità.

Scrive Carlo Agorotti: – Non desta perciò meraviglia l’accoglienza, all’interno di un impianto misurato, quale si presenta questa opera, di qualche rara espressione briosa, quasi frizzantina perché dal nostro vigoroso e spontaneo idioma si sa che ce la si può aspettare.

Certamente gli autori, guidati dalla loro sensibilità, hanno scelto i momenti più alti del racconto evangelico ma, fra questi, forse, non avrebbe stonato la descrizione poetica di un momento di gaia convivialità come quando, dopo il miracolo delle Nozze di Cana, è tornato il buon vino in tavola fra la stupita allegria dei commensali o il lieto svolgersi dell’Ultima Cena almeno fino al drammatico momento dell’uno di voi mi tradirà. –

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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