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A cura delle maestre della 1°B, scuola primaria di Leno, Brescia

Leno (Brescia) – Cosa succede se un gruppo di maestre decide di offrire ai bambini al primo anno di scuola qualcosa che vada oltre la scuola? Qualcosa che permetta ai piccoli di conoscere e conoscersi (partendo dal proprio corpo) al di fuori di contesti che giudicano?

E cosa nasce se per realizzare questo desiderio collaborano una banca (Cassa Padana) e un grande attore teatrale (Alberto Ghisoni)? Succede che inizia una bella avventura. Nasce un bel progetto che coinvolge tutti, genitori compresi.

Settembre 2015, un anno fa: l’avventura ricomincia, siamo in prima! Abbiamo di fronte ventidue splendidi bambini: sulla pelle i segni dell’estate, negli occhi la trepidazione per il nuovo percorso che li attende. Si scrutano tra di loro: alcuni si conoscono, altri sono amici, molti sono solo alunni della stessa classe. Insieme condivideranno spazi e tempi, fatiche e conquiste, ricordi e sorrisi.

Noi insegnanti pensiamo subito a un contesto creativo per offrire loro la possibilità di conoscersi, incontrarsi, valorizzarsi. Ne parliamo con la Dirigente che condivide pienamente i valori e le motivazioni del progetto. Ma ci serve aiuto!

Dobbiamo trovare un esperto competente, appassionato, creativo, divertente che sappia coinvolgere e motivare i bambini. L’esperto esiste: si chiama Alberto Ghisoni, una figura importante e conosciuta nell’ambito del teatro sociale. Ancora non basta!

La nostra idea deve essere sostenuta e finanziata. Il progetto viene presentato alla Cassa Padana che mostra immediatamente sensibilità e attenzione verso il meraviglioso “universo infantile”.
Il laboratorio “Giochiamo con il corpo” ha inizio!

Ogni incontro è un’esplosione di energia creativa: i bambini si divertono e imparano, giocano e si conoscono, creano e si valorizzano a vicenda. I materiali sono semplici: cerchi, corde, fogli di giornale. Le idee geniali: esprimere se stessi senza canoni o modelli da seguire, riempire aree di libertà creativa senza paura di essere giudicati o valutati.

E’ un modo diverso di porsi nei confronti del corpo, un modo che guida alla riscoperta di sé e delle proprie potenzialità, che valorizza le differenze e la creatività, che offre a ognuno la possibilità di ascoltarsi e ascoltare.

All’ultima lezione partecipano i genitori, portando il loro entusiasmo e la loro attenzione verso il percorso di crescita sociale dei loro bambini.

E’ stata un’esperienza bellissima! Con sapiente leggerezza e gioiosa passione i bambini sono stati guidati a giocare con il corpo, mezzo e strumento per trasmettere le emozioni e i sentimenti del cuore.

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